Catania, l’ottava salvezza non sarà leggenda

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Pubblicato: 12:57 - 1 marzo, 2014


Nell’era degli stati di facebook, dei tweets istantanei e dei fotogrammi pubblici su instagram, un tuffo nel passato, per redimerci dal peccato tecnologico, non può che farci bene. Niente web, niente internet, niente led, nessuna parola tronca che termina per consonante, nessuna vocazione esterofila. Perché Genoa-Catania si gioca domenica 2 marzo 2014, ma è anche duello leggendario e araldico, tra “grifone” e “liotru”, tra un leone con la testa d’aquila e un elefante, cavalcato da Eliodoro per spostarsi da Catania a Costantinopoli.
Se Eliodoro vivesse nei giorni nostri, un suo eventuale viaggio verso Costantinopoli, l’attuale Istanbul, significherebbe un Catania in Europa, nel sogno di una notte di Champions magari contro il club più pluridecorato della città, il Galatasaray. Gli addetti ai lavori, alla griglia di partenza estiva, avevano pronosticato un campionato di alto livello per i rossazzurri, dopo l’ottavo posto della scorsa stagione e una campagna-acquisti ampiamente glorificata dai media ma c’ha pensato il campo a trasformare in leggenda mancata il sogno di un approdo in Europa, consegnandoci una realtà impensabile appena qualche mese fa. Ed è tra leggenda e attualità che si gioca un match fondamentale per il futuro del Catania, all’ombra dei fasti passati, degli ex e doppi ex di turno, col fiato sul collo di “spettri cadetti” addestrati ad affondare società gloriose. Salvezza o retrocessione, baratro o miracolo, è come se passeggiando in via Etnea ci trovassimo all’improvviso di fronte a un bivio sconosciuto, dove si intravedono due viali alberati e accoglienti, ma solo uno conduce davvero al giardino della speranza.
Ammansire il “grifone” è possibile, soprattutto dopo il pareggio del “San Paolo”, regalato dalla prodezza balistica dell’ex partenopeo Calaiò, palermitano doc che, indirettamente, potrebbe scongiurare una prestazione genoana tutto cuore a “Marassi” contro il povero Catania, affamato di punti e di ossigeno. La speranza è questa, anche se il Genoa, e Calaiò in primis, vorranno certamente regalare ai propri tifosi una gioia casalinga. I 32 punti racimolati sin qui bastano per parlare di salvezza anticipata ma, nel contempo, spengono qualsiasi velleità di respiro continentale. Parlare di campionato anonimo sarebbe ingeneroso, ma il limbo in cui si trova il Genoa non è certo paragonabile alle fiamme dell’inferno che bruciano sotto i piedi, imprecisi e sfortunati, dei calciatori rossazzurri.
Genoa-Catania è crocevia, così come lo saranno tutte le gare a seguire. Vorremmo che Eliodoro montasse sul liotru e cavalcasse speditamente verso la salvezza, domando il grifone domenica prossima. Vorremmo narrare, un giorno, l’ottava salvezza del Catania tra il 2006 e il 2014. Vorremmo che fosse vero, non una leggenda.