Sannino-Calaiò per accendere la luce

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Pubblicato: 20:57 - 16 settembre, 2014


Se il Catania fosse il protagonista di un film horror sicuramente questo momento di campionato potrebbe essere paragonato ad una scena in cui l’attore principale, già logoro, sta brancolando in un buio insediato da difficoltà.

Alla ricerca della luce nella selva oscura la macchina Catania decide di cambiare pilota dopo sole tre giornate di campionato, grazie ad un avvio che non prometteva per nulla una corsa facile e tranquilla verso il podio. Pellegrino torna al suo solito lavoro gestionale del settore giovanile e Giuseppe Sannino diventa il nuovo tecnico del Catania. Il tecnico originario della provincia di Napoli torna al calcio italiano dopo una parentesi di 8 mesi al Watford. Svettato agli onori del calcio italiano grazie alla vittoria della “panchina d’argento” nella stagione 2010/11 con un quarto posto conquistato col Varese in Serie B, Sannino riesce a impressionare anche alla prima esperienza in Serie A alla guida del Siena, con un tredicesimo posto conquistato ed una storica semifinale di Coppa Italia.

Punto di riferimento di quel Siena era Emanuele Calaiò che Sannino ritroverà dopo tre anni proprio in maglia rossoazzurra. Con la sua guida tecnica l’arciere ha messo a segno 12 reti in 26 gare con una media realizzativa di 0,4 goal a partita, uno dei più alti della sua carriera con un solo allenatore. Solo una frattura al perone costrinse Calaiò a chiudere la stagione già a Marzo impedendogli la scalata verso piani più alti della classifica cannonieri.

Sannino-Calaiò è un tandem che ha funzionato alla perfezione, con l’arciere come punto di riferimento di un attacco a due insieme a Mattia Destro, con Brienza pronto a dar fosforo dietro le punte. Per ritrovare una formula già collaudata, Sannino potrebbe decidere dunque di modificare lo schema tattico etneo passando a due attaccanti con un trequartista come Rosina ad inventare proprio dietro le due bocche di fuoco. Le carte a disposizione del nuovo tecnico  sono tante, con Calaiò pronto a continuare l’ottimo lavoro fatto con Sannino da li dove l’infortunio lo aveva costretto a fermarsi,  scoccando frecce da doppia cifra per la possibile scalata etnea verso i piani alti della classifica. Il cammino tuttavia è ancora lungo, gli ingredienti ci sono e possono tramutare questo film horror regalando agli spettatori, rigorosamente etnei, la luce in mezzo al buio per dirigersi verso un lieto fine ormai quasi sepolto nelle logore memorie etnee.