Editoriale: questione di episodi, sorrisi a denti stretti…

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Pubblicato: 17:21 - 25 ottobre, 2014


Stefano Auteri

Stefano Auteri

RESPONSABILE

Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Partiamo da un presupposto: l’unica cosa che contava erano i tre punti. La vittoria è arrivata dunque bene così perché immaginate solamente che partita sarebbe potuta essere quella contro la Virtus Entella se oggi non fossero arrivati i tre punti. Detto questo, impossibile essere totalmente soddisfatti di quanto visto in campo. Un primo tempo disastroso per gli etnei, chiuso con zero tiri in porta ma anche, e questo è l’unico aspetto positivo, nessun pericolo dalle parti di Frison. Nella ripresa sono arrivate note positive grazie alla superiorità numerica e al rocambolesco gol del vantaggio di Cani e se gli episodi fino ad oggi sono stati determinanti in negativo, speriamo che dopo questo turno possano assumere connotati differenti.

Tattica. 4-3-3, 4-2-3-1 o 4-4-2 il risultato non cambia. Da due anni ormai diamo i numeri non solo per quanto si vede in campo, ma soprattutto per la quantità di schieramenti adottati, nella maggior parte dei casi senza i risultati sperati. Contro il Vicenza mister Sannino ha provato la carta a sorpresa, il modulo marchio di fabbrica, l’usato sicuro con cui negli anni si è tolto molte soddisfazioni, ma quanto visto in campo non lo avrà fatto sorridere. Il suo 4-4-2 è sembrato confusionario e troppo embrionale, con due interni di centrocampo incapaci di impostare l’azione e una punta, Edgar Cani, imbarazzante nel suo tentativo di venire incontro e smistare l’azione. Forse un blocco mentale, forse ancora la presenza di giocatori adattati, ma sta di fatto che solo nella ripresa con le ripartenze di Rosina e Martinho gli etnei sono apparsi ficcanti.

Carattere. Voglia, determinazione e responsabilità. Erano state queste le parole pronunciate da Calaiò e dal tecnico Sannino nel corso della settimana, ma il campo non è stato un buon alleato. Primo tempo confusionario e giocato in maniera passiva lasciando troppo campo agli avversari. Nello spogliatoio le parole di Sannino sicuramente hanno avuto un effetto rigenerante e nella ripresa si è vista una squadra più reattiva e volitiva, spirito incarnato soprattutto da Rinaudo e Calaiò, veri leader in mezzo al campo. Il vantaggio e la superiorità numerica hanno fatto il resto donando fiducia agli etnei, ma in futuro bisognerà farsi trovare preparati sin dall’inizio.

Note positive. Nonostante le doverose critiche, c’è da dire che la sfida di oggi ha consegnato anche qualche importante aspetto confortante. In primis ovviamente i tre punti, puro ossigeno per una squadra in crisi, ma altrettanto importanti sono stati i tre gol messi a segno che ridanno animo ad un reparto offensivo recentemente apparso offuscato. Molto bene Peruzzi, fondamentale il rientro di Capuano, e poco importa se Sauro ancora appare impacciato e Monzon talvolta fa impazzire perché la diga composta da Escalante e Rinaudo ha concesso poco e nulla agli avversari. Una statua infine dovrebbe essere il giusto premio per Emanuele Calaiò che anche oggi ha combattuto e caricato sulle sue spalle tutta la squadra mettendo a referto un assist e il gol della sicurezza dagli undici metri.

Adesso non resta che fare il bis contro la Virtus Entella, in altri tempi una teorica passeggiata, ma oggi altro scoglio che impensierisce soprattutto dopo la vittoria dei liguri contro il Frosinone. Applausi ma anche qualche fischio dagli spalti con gli etnei che dovranno ancora fare tanto per riconquistare la fiducia dei tifosi. Il Vicenza sicuramente era poca cosa dal punto di vista offensivo, ma portiamo a casa quanto di buono ha consegnato il campo e facciamo trascorrere la nottata, finalmente senza incubi ma nuovamente speranzosa.