In&Out: Ingenuo Frison, solito Leto. Generoso Capuano.

By
Pubblicato: 15:03 - 1 novembre, 2014


Mariano Torrisi

EDITORE

Muove i primi passi nel 2010 nella redazione di Itasportpress e dopo un anno e mezzo di militanza viene promosso al ruolo di caporedattore, ricoperto fino ad aprile 2013.
Nello stesso anno entra a far parte del gruppo di Catanista per iniziare una nuova ed entusiasmante avventura. Penna schietta e sincera, garbata ma affilata, ha sposato, con grande sentimento, la linea editoriale di Catanista, riuscendo a cogliere sempre l'attimo di ogni accadimento o notizia

Esce sconfitto dallo stadio Partenio di Avellino il Catania, a cui è bastato un episodio negativo del primo tempo, un calcio di rigore causato da Frison, per soccombere ai piedi dei bianco verdi avellinesi. Catania che non subisce tanto, ma non crea nulla, perché di fatto il portiere Gomis si guadagna la pagnotta quasi senza toccare un pallone.

IN
CAPUANO: confermato al centro della difesa nonostante il rientro di Gyomber, ripaga la fiducia del mister Sannino con la solita generosa, attenta e solida prestazione. Si permette anche qualche dribbling elegante e dimostra una condizione mentale eccellente.

GYOMBER: tornato dopo il turno di squalifica, messo a sinistra da Sannino, lui che è sempre stato centrale o al limite terzino destro, si arrangia bene prima di essere spostato proprio a destra dopo l’uscita di Peruzzi. Sempre attento e anche propositivo in alcuni tratti dell’incontro, si merita a pieni voti l’inserimento tra le poche note positive della gara di Avellino.

OUT
FRISON
: per un portiere si sa che anche un minimo errore costa caro, ed è quello che è successo oggi al portiere etneo: ha la responsabilità enorme di aver atterrato un avversario in area in una posizione in cui poteva fare ben poco, causando rigore e gol conseguente. Un’ingenuità che è costata la sconfitta e che lo ha anche condizionato per il resto della gara in cui ha mostrato indecisione in più di un’occasione.

MARTINHO: schierato inizialmente in una posizione anomala, esterno di destra, poi spostato nella sua posizione originale a sinistra dopo l’uscita forzata di Peruzzi, conclude poco da entrambe le parti. Da lui ci si aspettava sicuramente di più, doveva essere l’arma da sfruttare per perforare la solida difesa campana, ma la sua partita è stata priva di spunti. Costretto anche ad uscire anzitempo probabilmente per un fastidio fisico.

LETO: che il ragazzo non abbia avuto chances non si può di certo dire. Schierato titolare al fianco di Calaiò, nonostante le prestazioni deludenti e gli atteggiamenti irriverenti delle scorse gare, stecca anche oggi la partita. Lento, impacciato, macchinoso, si fa sempre anticipare dagli avversari e si permette ancora il lusso di andare a muso duro con i giocatori irpini. Al momento si fatica a capirne l’utilità, indisponente.

SANNINO: stavolta il tecnico etneo si merita una nota di demerito. Va bene aver trovato il modulo 4-4-2, vada anche bene (seppur com molta fatica) provare ad inserire Leto in tandem con Calaio, ma la formazione vista con l’Avellino presentava troppi punti interrogativi; Gyomber a sinistra, Monzon in avanti a centrocampo, Martinho sulla destra, poi dopo l’uscita di Peruzzi di nuovo tutto stravolto, Marcelinho impalpabile preferito ad uno scalpitante Parisi che ancora non riceve occasioni. Un’immagine di confusione eccessiva quest’oggi ed un Catania assente in costruzione a cui è bastato un episodio per uscire sconfitto.

PAGELLE: Frison 4,5, Sauro 6, Capuano 6,5, Gyomber 6,5, Peruzzi s.v., Rinaudo 5,5, Escalante 5, Martinho 5, Monzon 6, Marcelinho 5, Calaiò 5, Leto 4,5, Cani s.v.