Editoriale: ‘Pokerizzati’

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Pubblicato: 15:00 - 11 aprile, 2015


Mariano Torrisi

EDITORE

Muove i primi passi nel 2010 nella redazione di Itasportpress e dopo un anno e mezzo di militanza viene promosso al ruolo di caporedattore, ricoperto fino ad aprile 2013.
Nello stesso anno entra a far parte del gruppo di Catanista per iniziare una nuova ed entusiasmante avventura. Penna schietta e sincera, garbata ma affilata, ha sposato, con grande sentimento, la linea editoriale di Catanista, riuscendo a cogliere sempre l'attimo di ogni accadimento o notizia

Una gara dai due volti, un film dal tragico prevedibile epilogo trasformatosi improvvisamente in un capolavoro dal lieto fine, anzi lietissimo. 

Il Catania infatti vince il derby siciliano contro i cugini trapanesi, grazie ad una ripresa eccezionale dopo un primo tempo altrettanto eccezionale in senso negativo però, balzando in classifica come una cavalletta a primavera e sconfiggendo per la prima volta l’equipe granata dopo l’arrivo del condottiero Cosmi.
Marcolin non poteva e non voleva stravolgere la sua formazione che arrivava da due vittorie consecutive, ma c’era da piazzare in qualche modo il folletto Rosina che rientrava dal turno di squalifica; così il tecnico etneo studiava una soluzione molto offensiva con Castro riconfermato nel tridente offensivo e proprio Rosina inserito come mezz’ala sinistra. L’inizio però è da stropicciarsi gli increduli occhi per i 17000 presenti al Massimino, che non hanno neanche il tempo di godersi lo splendido sole catanese perché vedono subito illuminarsi il tabellone con uno 0-1 causato dal rigore di Terlizzi, che per i più distratti non indossa ormai da tempo la maglia a tinte rosso-azzurre, bensì quella granata della parte opposta della costa siciliana. Anche lo stesso Marcolin sembra piuttosto sbalordito dallo strano approccio dei suoi, che sembrano protagonisti di un’amichevole infrasettimanale: poco gioco, centrocampo assente, incapacità assoluta di reazione. Così lo stesso tecnico decide di scuotere i suoi mandando a scaldare mezza panchina, giusto per ricordare ai presenti in campo che a volere il gettone di presenza c’è tanta altra gente; l’effetto scossa arriva pian piano, la squadra Etnea cresce dando l’impressione che la ‘pennichella’ pomeridiana è già finita. Arrivano in climax ascendente le occasioni, ma gli attaccanti rossoazzurri, su tutti Maniero, sono imprecisi ed esaltano le doti balistiche di Gomis, ‘figlioccio’ del più celebre collega Gillet.
Il presagio per un altro sabato nero ed un weekend all’insegna della rabbia e del dispiacere per i siciliani della sponda orientale sembra prendere il sopravvento, ma la sceneggiatura prevedeva il colpo di scena. Si perché il secondo tempo degli etnei sembra un assalto studiato dai migliori strateghi condottieri, il Catania aggredisce i cugini trapanesi con una ‘verve’ che metterebbe paura anche ai guerrieri più audaci. Il Trapani sembra spiazzato come il Catania del primo tempo, solo che in più gli etnei possono contare sul supporto di un gremito Massimino che rende ancor più ardua la tattica di difesa dei granata, col condottiero Cosmi lasciato da solo a patire l’improvvisa resa dei suoi uomini. Arrivano infatti in cinque minuti le due reti dei padroni di casa che ribaltano il risultato, grazie a Schiavi prima ed all’autorete dell’ex Terlizzi, che come nella più classica delle occasioni fa gioire i suoi ex tifosi e piangere quelli attuali. Ad aggravare ancor di più la situazione dei cugini ci pensa Ciaramitaro che vede il derby a tinte rosse e come all’andata si fa espellere. L’occasione è ghiotta per un ritrovato Catania che grazie al protagonista di turno Castro mette in ghiaccio gara e tre punti. Al Catania però nei derby piace farne 4 ed allora ci deve pensare Schiavi, che vuole rispondere al collega di reparto avversario Terlizzi gonfiando un’alta volta la rete, quella giusta però.
Un derby a due tempi dunque, ma il secondo degli etnei fa ben sperare per il futuro, ma anche per il presente, visto che il balzo odierno è valso un insperato 15mo posto fuori non solo dalla zona rossa della classifica, ma anche da quella arancione dei playout, restituendo per il momento una cadetteria alla piazza che per quanto visto oggi, ma non solo, meriterebbe questo e ben altro.