Escl. Catanista – Rosina: “Siamo stati presi in giro da gente che dovrà pagare. La società deve riavvicinare i tifosi perché…”

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Pubblicato: 10:49 - 2 settembre, 2015


In esclusiva per i microfoni di Catanista ha parlato Alessandro Rosina, subito dopo il suo addio alla maglia rossoazzurra. Il nuovo acquisto del Bari ha raccontato la sua esperienza al Catania. Queste le sue parole:
Partiamo dalla stagione passata, partivate con i favori del pronostico e poi sappiamo tutti com’è andata. Quali sono stati a tuo avviso gli errori della stagione del Catania?
“Le difficoltà sono state tante e hanno reso il compito ancora più arduo. Sono state tante nel senso che siamo partiti con già tanti giocatori infortunati, abbiamo sbagliato nella mentalità e nell’approccio alle partite. La società ha riconosciuto di aver fatto diversi errori, ma quando un’annata diventa così negativa e normale che le colpe ce le abbiano tutti, dai giocatori alla società.”

Invece a livello personale come giudichi la tua stagione al Catania?
“La mia esperienza è stata positiva, nonostante tutto quello che è successo. Ci tenevo tanto a salutare e ringraziare la città e la gente di Catania perché non pensavo di potermi legare così tanto in 12 mesi. Non parlo solamente di Alessandro, ma a Rosina come famiglia, e lasciare Catania non è stato semplice nonostante la retrocessione in Lega Pro. Dopo di che, è normale che io non posso guardare singolarmente le mie prestazioni. Io le prestazioni le porto a servizio della squadra, ma quando questa non riesce a tenere dei risultati importanti, anche le prestazioni dei singoli vengono meno valorizzate. Sicuramente Rosina in una stagione come quella appena trascorsa, con i tanti assist, ma con il Catania in una posizione di vertice sarebbe stata una stagione molto positiva per me. È normale che dopo quello che è successo e dopo la stagione trascorsa però non si può giudicare così positiva.”

Impossibile non parlare dello scandalo che ha coinvolto il Catania  quest’estate. Che idea ti sei fatto tu che l’hai vissuta dall’interno?
“É sicuramente una brutta pagina del calcio. Purtroppo queste cose non dovrebbero mai succedere. Chi di dovere si sta occupando di queste cose. Il presidente ha sbagliato e si è reso conto di averlo fatto, poi io non entro nel merito di giudicare perché non spetta a me farlo. Non sono un giudice ma un calciatore, e come tale l’anno scorso insieme a tutti i miei compagni siamo andati in ogni singola partita sapendo di doverci sudare fino all’ultimo una vittoria. Per me tutto quello che è successo sul campo è stato sudato e meritato: così come le sconfitte, anche le vittorie. Nessuno mi può togliere quello che io come giocatore mi sono guadagnato sul campo. É normale che sono stato preso in giro da gente che dovrà pagare ma non spetta a me decidere. Io vado in campo, sono giocatore, per sudare la maglia.”
Tra le prime vittime dello scandalo Catania ci sono i tifosi, che sono stati sempre vicini nella scorsa stagione anche nei momenti più bui. La frattura che si è venuta a creare quest’estate secondo quanto può incidere?
“Certamente può incidere in maniera importante. Catania è una di quelle piazze in Italia, che al di la della categoria, la tifoseria è così legata ai colori della propria squadra. La società dovrà fare di tutto per avere i tifosi vicini. Sono loro la parte lesa di questo calcio, che vanno a vedere le partite e si trovano poi traditi. Per me che l’ho vissuta da giocatore, ripristinare il rapporto coi tifosi è una delle prime cose che la società dovrebbe fare. Serve una giusta sintonia tra società, squadra e tifoseria. È un legame necessario perché la società ha bisogno dei tifosi, i tifosi hanno bisogno della società, i giocatori hanno bisogno dei tifosi. È un meccanismo che dev’essere in sintonia. A Catania, per quanto la genere è legata e vuole vivere la squadra da vicino è sicuramente una parte importante da riuscire a recuperare.”
In questo mese hai potuto conoscere Pancaro. E’ l’uomo giusto in una situazione così delicata?
“Io ho conosciuto un allenatore preparato, poi come sempre nel calcio, sarà il campo a dirlo. Io da quello che ho potuto vedere, allenandomi come giocatore del Catania, ho avuto una buona impressione. È normale che per lui non fosse facile lavorare in una situazione del genere, però con la squadra all’altezza della categoria, come sta facendo la società, Pancaro potrà fare bene. Me lo auguro e spero che riescano a farlo.”