Editoriale: alcuni dubbi passano, altri rimangono ma il countdown è iniziato

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Pubblicato: 17:27 - 20 settembre, 2015


Stefano Auteri

Stefano Auteri

RESPONSABILE

Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Cuore, grinta, fame e sofferenza. Erano questi gli ingredienti richiesti da Pancaro per l’esordio in campionato ed i suoi uomini non si sono assolutamente tirati indietro immedesimandosi totalmente in quello che è lo spirito della Lega Pro. Inutile negare che i primi dieci minuti siano stati minuti di assestamento, per i giocatori, per Pancaro, ma anche per gli appassionati che davanti al monitor avranno certamente strizzato più volte gli occhi prima di capire che le giocate ad effetto ed il ‘piccolo Barcellona’ erano solo un ricordo. In terza serie servono gli attributi, ed il Catania oggi ha dimostrato di possederli.
Ecco dunque arrivate le prime risposte ai quesiti che da tanti giorni hanno tormentato l’opinione pubblica: il Catania non è ancora una squadra perfetta, ma la strada è quella giusta. Poco importa se il bel gioco da parte degli etnei si è visto solo a tratti, o se ancora il feeling offensivo e difensivo deve essere perfezionato. L’indicazione più importante è arrivata sotto il profilo mentale e caratteriale, con un organico deciso a lottare, con gli interpreti pronti a sacrificarsi gli uni per gli altri senza individualità preponderanti, e soprattutto bravi a ereditare la grinta e la personalità profuse nelle ultime settimane dal suo tecnico. 
Questo il dato positivo più evidente, da abbinare poi alla caratura tecnica di alcuni elementi presenti in rosa. Russotto (follia a parte in occasione del rosso) è sembrato quel giocatore capace con un’invenzione di cambiare da solo il volto della partita; Castiglia è quel leader di centrocampo che non molla un centimetro ed è sempre pronto a ringhiare sul diretto avversario (e non solo); ed infine Liverani ha fugato ogni perplessità sul suo valore con almeno tre interventi ‘salva risultato’.
Per carità non pensiate che la partita di oggi possa aprire scenari utopistici. Il giudizio altamente positivo della prestazione degli etnei è figlio soprattutto delle difficoltà incontrate nel corso della preparazione, ma non deve nascondere i problemi intravisti nel corso dei novanta minuti. In primis la condizione fisica. I rossazzurri hanno tenuto perfettamente il campo per un’ora, poi hanno arrancato rimediando inevitabilmente numerosi cartellini. Ad aggravare la fatica ci ha pensato l’espulsione di Russotto, ma a far paura è sicuramente il numero ravvicinato di impegni nei prossimi giorni. Altro aspetto negativo riguarda il settore difensivo. I meccanismi del pacchetto arretrato sono decisamente da rivedere, soprattutto sull’out di destra dove Parisi ha confermato le titubanze in fase di non possesso, ma nel complesso il fortino ha retto.
Adesso testa bassa e lavorare (nonostante il poco tempo a disposizione per rifiatare) nella speranza che questo inizio positivo possa cementare ancora di più l’unione del gruppo. Insomma ecco a voi la Lega Pro, un campionato fatto di calci, di corsa e di fisicità; un palcoscenico che forse avevamo dimenticato, ma in cui dovremo ritagliarci un nostro spazio, con umiltà e dignità per ricordare agli altri cosa rappresenta il Catania e ricordare a noi stessi cosa vuol dire vincere.