Chi entra e chi esce

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Pubblicato: 16:11 - 2 dicembre, 2015


Quattro giornate da qui alla fine del girone d’andata, inevitabile porsi le prime domande e fare un primo bilancio guardando magari al futuro. Tre giornate poi sarà sosta natalizia e chiudere nel migliore dei modi magari con un filotto di vittorie sarebbe il monito primario per chiedersi poi cosa potrebbe servire.

Tra le note positive di questa prima parte di stagione ci sono senza ombra di dubbio il duo centrale formato da Bergamelli e Pelagatti: la solidità difensiva ed il rigore tattico dei due “stopper” ha permesso ai rossazzurri di incassare solo due gol nelle ultime quattro uscite. Il reparto arretrato si è avvalso anche dello stacanovista Nunzella: il terzino sinistro classe ’92 sta fornendo ottime prestazioni, risultando anche decisivo in zona gol con diversi assist.

A centrocampo Musacci ed Agazzi stanno ricoprendo perfettamente i ruoli assegnateli dal mister, insieme sono una garanzia per Pancaro. Nonostante si sia visto poco, anche Castiglia è parso un elemento fondamentale per gli schemi del tecnico ex Juve Stabia, ma purtroppo i guai fisici lo stanno tenendo lontano dal rettangolo verde troppo tempo. Il reparto avanzato è il secondo più prolifero della categoria e può concedersi il lusso di avere tra le proprie fila il momentaneo capocannoniere del torneo: Calil. Ora è giusto analizzare un dato importante: dei 18 gol messi a segno dagli Etnei, 13 sono stati segnati dagli attaccanti e 7 li ha realizzato solamente l’ex Salernitana, quindi più del 50%! Questo fa del Catania una squadra Calil-dipendente? I gol degli esterni stentano ad arrivare nelle ultime uscite (l’ultimo fu di Calderini contro il Martina Franca), ma le defezioni di Russotto e Falcone, che tanto bene hanno fatto fino a quando sono stati a disposizione, sono state una delle cause della sterilità degli esterni rossoazzurri vista anche l’assenza di ricambia degni di nota. Passiamo quindi ora a vedere chi sono gli elementi del gruppo rossoazzurro che poco hanno convinto. Partiamo ovviamente del reparto avanzato: Rossetti e Di Grazia non sono riusciti a rimediare nel modo migliore alle assenze dei compagni di reparto, questo ha portato un’involuzione del gioco ed una maggiore prevedibilità degli etnei in zona gol. A centrocampo Russo e Lulli si sono limitati al ruolo di comparse durante i vari scorci di partita in cui sono stati chiamati in causa, risultando totalmente assenti dal gioco, specialmente il primo spesso si è reso protagonista di prestazioni completamente anonime. Se comunque volenti o dolenti negli altri reparti chi non ha convinto è stato fatto accomodare gentilmente in panchina, la nota dolente della stagione rossazzurra viene della fascia destra di difesa, dove il duo Parisi-Garufo non ha né convinto né dato quelle sicurezze che il mister si aspettava, specialmente il secondo si è reso attore protagonista di due errori importanti che hanno poi portato a due gol facilmente evitabili. C’è anche chi tra le fila rossoazzurre ha sentito la pressione più di altri e nonostante le proprie qualità ha alternato ottime prestazioni a partite opache: stiamo parlando di Bastianoni e Scarsella. Il numero 1 rossoazzurro è subentrato a campionato in corso a Liverani. “Scelta tecnica” ha sempre detto Pancaro, ma ancora sul campo il portiere non ha dimostrato di essere un degno sostituto del suo predecessore. C’è ancora il tempo per convincere l’ambiente che il mister abbia fatto la scelta giusta a puntare su di lui. Veniamo ora a chi fin ora è risultato “croce e delizia” della stagione etnea: quel Fabio Scarsella che tanto aveva entusiasmato durante le prima uscite stagionali. I suoi inserimenti e la sua disciplina tattica erano risultati determinanti per i rossoazzurri, basti pensare che i primi 6 punti sono tutto merito suo, ma dopo ottime prestazioni si è smarrito toccando il punto più basso con l’espulsione rimediata contro il Martina. Le ultime gare lo hanno visto in ripresa, segno di essere riuscito a passare il momento di stallo e di aver capito quanto la sua presenza in campo sia importante per la squadra.

Alla luce di quanto detto, cosa serve a questo Catania per inserirsi prepotentemente nella corsa play-off? Un terzino sinistro per permettere a Nunzella di rifiatare (ma Juan Ramos dove è finito?), un terzino destro per sopperire all’inefficienza dei due terzini (nel caso in cui non si volesse far giocare Pelagatti terzino, suo ruolo naturale), un centrocampista di qualità nel caso in cui Castiglia non dia segnali di miglioramento ed una punta che permetta a Calil di riposare anche nei momenti in cui Plasmati non è al meglio.

Ma vale veramente la pena andare a modificare questo gruppo che sul campo sarebbe la seconda forza del campionato? Si. Come indicato saggiamente più volte dalla società, ben vengano gli acquisti a patto che si individuino profili che mirino a migliore il gruppo e non arrivino presunti “leader” pronti ad intaccare ciò che di buono Pancaro ha costruito fin ora.

Perché come cantava Ligabue tempo fa, “Si viene e si va…” e qualcuna delle partenze dei giocatori che meno hanno convinto, non faranno sicuramente strappare i capelli ai tifosi.