Catania: grande con le piccole 

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Pubblicato: 20:29 - 14 dicembre, 2015


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

Catania virtualmente quinto in classifica, Catania con il miglior attacco del campionato, ma… Tre puntini di sospensione che purtroppo accompagnano la stagione dei rossazzurri così spettacolari ad inizio anno e così imprecisi e confusionari nell’ultimo mese e mezzo. Una doppia natura che trova riscontro anche per quanto riguarda proprio la voce ‘gol fatti’ perchè se è vero che gli etnei dominano questa particolare classifica con ventidue gol all’attivo, è altrettanto vero che la concentrazione delle reti rossazzurre deve fare riflettere.
A ben vedere, infatti sono ben cinque le partite concluse dal Catania con zero reti all’attivo, compensate però da quattro gare terminate con una goleada. Cosa vuol dire? Che Calil e compagni non hanno mostrato continuità di rendimento in zona avanzata, andando a nozze contro determinate squadre e incontrando difficoltà con quelle un minimo organizzate. Non può essere un caso, infatti, se il Catania contro le prime sei della classe ha realizzato appena una rete (contro il Benevento) subendo al contrario cinque gol. Risultato? Zero vittorie, quattro pareggi, e due sconfitte.
Verrebbe da pensare che l’undici di Pancaro è sì una squadra molto dotata tecnicamente e con una discreta personalità, ma probabilmente non è la compagine più forte di questo girone. Gli scontri diretti parlano in maniera chiara e dicono che i rossazzurri sono apparsi imbattibili e devastanti con le piccole, conquistando venti punti con le formazioni che attualmente stazionano dalla decima all’ultima posizione. Ancor più emblematiche sono le goleade con il quattro le reti rifilate all’Ischia (quintultimo), altrettante al Catanzaro (decimo), tre al Martina e al Melfi (rispettivamente terzultimo e penultimo).
Insomma serve continuità, servono mentalità e approccio vincenti sia con le piccole che con le grandi, non tanto per centrare quella che ormai è più che un’utopia (la promozione), ma per creare i presupposti giusti in vista del prossimo anno. Bisogna ricreare l’entusiasmo, bisogna ritrovare la serenità perchè la piazza è grande, il cuore dei tifosi anche; deve assolutamente esserlo, in tutti i sensi, anche la squadra.