Vergara dice “No”? Il Catania si gode “l’amaro” Petrus

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Pubblicato: 21:44 - 7 settembre, 2016


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

“Occidit qui non servat”: nessuna esagerazione. “Muore chi non lo serve”, ma qui non siamo al punto di scagliare maledizioni. L’etichetta in latino del famoso amaro “Petrus” parla chiaro: senza il liquore si rischiano scenari bui e oscuri. Insomma, il “No” di Vergara vi preoccupa? Il Catania ha Pietro Lo Monaco, e se lo gode “sorso dopo sorso”.

Che poi, emblematico è anche il sintagma che appare sulla bottiglia, e che compone una striscia dal significato forte: “Ciò che non serve uccide”, e seppur il messicano servisse alle casse rossazzurre, se ne può fare benissimo a meno. Il piano di risanamento già messo in moto all’indomani del ritorno dell’Ad campano è già ben avviato e, tappa dopo tappa, tassello dopo tassello, consegna al Catania una tranquillità tale da poter affrontare al meglio le vicende calcistiche. Prova ne è la sessione di calciomercato, vissuta tra mille peripezie e trappole: prima tra tutte la “palla gigante” alla Indiana Jones che prende il nome di “caso Castro”, ancora attuale nonostante la speranza di annullare i punti di penalizzazione, finendo per quella relativa a Rosina, che di fatto ha bloccato le entrate per svariate settimane. La gestione, da questo punto di vista, è stata positiva, anche se perfettibile (è bene dirlo). Amaro…ma dal gusto dolce: Petrus è per tutti, insomma. Grandi e piccoli, persino quelli che covavano giustamente un po’ di paura nei confronti del futuro di un club che, negli ultimi tre anni, ha cavalcato un’altalena dai sostegni incerti e traballanti. Dicevamo, Vergara: Omnilife si ritira dalla trattativa per l’acquisto del club rossazzurro. Dopo più di un mese, tanti discorsi, un viaggio e la visita a Torre del Grifo, esce di scena. Cosa cambia? Nulla, anzi: il bicchiere è mezzo pieno.

Con la stagione appena iniziata e con due partite già disputate, un ulteriore scossone, seppur apparentemente positivo, avrebbe potuto compromettere l’umore dei ragazzi di Rigoli, fino ad ora gestiti in maniera ottima: e non ci sbilanciamo oltre. In tutto questo, preparazione compresa, ha inciso il Top Player Petrus: un’immagine? L’uscita dagli spogliatoi in occasione della sfida di Coppa Italia contro l’Akragas: chi c’era ad aspettare i giocatori? Proprio lui, Lo Monaco, che da direttore “padre” incitava con una pacca o una stretta di mano i suoi “figli”: ma, d’altra parte, la storia della figura paterna è ben nota, Marco Biagianti e Michele Paolucci ne sono prova. Insomma, su: di messicano i catanesi si faranno bastare il cibo nei vari ristoranti. Resta, probabilmente, la sensazione di essere stati “sedotti e abbandonati”, ma per questo, come si dice, “si beve”: per dimenticare. Bottiglia e bicchierino sul tavolo: godiamoci Petrus, un sorso alla volta.