Cantiere Catania? Di Grazia per cambiare atteggiamento

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Pubblicato: 19:04 - 19 settembre, 2016


Attilio Scuderi

Attilio Scuderi

DIRETTORE

Giornalista catanese, direttore della redazione, esperto di tecnica e tattica.
Numerose le esperienze nazionali con Skysport24, Sportitalia e Radio Kiss Kiss.
Le esclusive di Calciomercato sono il suo valore aggiunto. Oggi volto della nota trasmissione sportiva regionale Salastampa su "Antenna Sicilia". Punto d riferimento del panorama rossazzurro grazie ad una conduzione schietta, diretta e concreta.
Attilio Scuderi

In maniera presuntuosa e forse anche stucchevole, magari anche da sapientoni del pallone, il nostro monito è totale: Andrea Di Grazia deve giocare, Andrea Di Grazia deve essere la mezzala titolare del Catania. Per carità nessun assolutismo, nessun ordine anche perché da scribacchini o giornalisti fate voi dovremo solo riportare ciò che si osserva. Però Proprio dall’osservazione nascono alcune considerazioni che potrebbero anche aiutare Rigoli in attesa dell’ambientamento di Scoppa e Silva.

Partiamo dal concetto della fatica tattica mostrata dai due giocatori consegnata in maniera palese nelle ultime tre gare di campionato nonostante Silva non abbia giocato a Reggio. Le qualità di Scoppa non si discutono, basta guardare le giocate di prima, i lanci illumianti mostrati tra Coppa Italia e prima giornata di campionato, ma dinanzi a ritmi alti e pressione avversaria l’argentino è apparso ancora lento, impacciato e privo di personalità nell’accendere il suo piede educato. Discorso di personalità e di adattamento anche per Silva spaesato, spesso fuori posizione, e senza la giusta sagacia nell’aggredire lo spazio elemento essenziale per una mezzala del centrocmpo a tre.

Ecco che arriviamo al folletto Di Grazia: Pietro Lo Monaco proprio ai microfoni di Catanista fu lapidario “Di Grazia è un centrocampista punto e basta”… e quando il direttore parla cosi, bisogna crederci. Questo nasce ancora dall’osservazione costatando il passo veloce, sgusciante e aggressivo del catanese. L’analisi logica del massimo dirigente etneo non fa una piega insomma e ieri a Matera per la prima volta in campionato, finalmente, Pino Rigoli ha provato Di Grazia li, nella zona da aggressore puro, irriverente e divertente palla al piede nell’aggredire avversari e spazio in favore poi delle punte. La sua isola felice insomma e lo sa anche Rigoli che riflettendo e meditando, senza togliere l’attenzione su Silva e Scoppa, potrebbe adesso cambiare registro consegnando solidità con Di Cecco e Biagianti e magari sguinzagliando Di Grazia proprio in quella zona libero di… ma disciplinato nella fase di transizione.  Per di più lasciando inalterata l’anima Catania del 4-3-3 magari con due imprevedibili come Russotto e Piscitella giocatori adatti per Paolucci attaccante d’area di rigore. Insomma un contesto che aprirebbe sul campo al Catania anche soluzioni in fase di possesso da 4-2-3-1 con la diga Biagianti-Di Cecco e Di Grazia sfrontato in avanti a formare un tridente imprevedibile alle spalle di Paolucci.

Una soluzione stuzzicante, che consegnerebbe al Catania la stessa stabilità e irriverenza offensiva che diede Caserta, caratteristiche fisiche e tecniche diverse da Di Grazia, ma nell’interpretazione del ruolo alla squadra di Marino. In quella stagione qualcuno ipotizzò che fu proprio Lo Monaco a pressare Marino verso il cambiamento e verso un Caserta titolare e uomo in più a centrocampo. Oggi Rigoli non ha bisogno sicuramente di suggeritori, ma da allenatore attento e preciso e che per di più conosce Di Grazia ha sul piatto d’argento una soluzione che può e dovrebbe essere provata per sapere che sapore a il Catania in stato “Di Grazia”.