Ottobre fa rima con…mercato? Lo Monaco lavora…

By
Pubblicato: 10:30 - 6 ottobre, 2016


Un fiume in piena. Questo è stato ieri l’Amministratore Delegato del Catania Pietro Lo Monaco che, durante la conferenza stampa di scena a Torre del Grifo, ha toccato diversi punti caldi, sia tecnici che relativi all’extra-campo. Una la considerazione principale che emerge con maggiore prepotenza: la consapevolezza di avere una squadra incompleta. Può sembrare strano che ci si renda conto di ciò solo un mese dopo la chiusura della sessione di calciomercato, ma tant’è, molte sono state le faccende in cui Lo Monaco è stato affaccendato. E’ sicuramente vero: la situazione critica del club al momento del suo arrivo non ha permesso all’ex dirigente di Genoa e Palermo di concentrarsi esclusivamente sulle dinamiche inerenti l’organico. Si è cercato di fare “piazza pulita”, o quasi, di tutti i “rami secchi” ereditati dalla stagione precedente e si è cercato di dare una ventata d’aria fresca all’ambiente, sia come appeal che come atmosfera. Si è puntato sul fattore nostalgico, con i ritorni di Biagianti e Paolucci, ma forse si è tralasciato qualche punto importante, probabilmente non si è andati a cercare con insistenza la tessera del puzzle mancante. Non per negligenza, ma per cause di “forza maggiore”: il burrone di cui lo stesso Lo Monaco ha parlato ieri docet.

Sono bastate sette giornate di campionato per capire come il Catania sia orfano di qualcosa. Orfano del giocatore che, in gergo, spacca le porte avversarie, che non si vede per 90′, ma piazza la zampata decisiva. Insomma, serve l’attaccante con gli attributi ed il fiuto del gol, che trasformi disfatte come quella interna contro l’Akragas in vittorie larghe, meritate e convincenti. Ottobre fa rima con mercato quindi, con le “possibili sorprese” annunciate da quello che è il massimo dirigente etneo. Ottobre può, sì, fare rima con mercato, ma, per forza di cose, con quello degli svincolati e, com’è noto, cercare occasioni a costo zero giunti a questo punto della stagione non è semplice. Mazzeo, fino a qualche settimana fa, rappresentava il diadema di questa lista, poi il Foggia ha bussato alla sua porta ed oggi l’ex attaccante del Benevento fa le fortune della squadra pugliese (vedi la rete decisiva di domenica in quel di Matera). Chi resta? Suggestivi sono i nomi di Nicola Pozzi e Emiliano Bonazzoli. Il primo, ex enfant prodige del calcio italiano, è libero dopo le ultime esperienze, tutte poco felici, con le maglie di Vicenza, Chievo e Parma. Gli infortuni sono sempre stati il grande freno di un giocatore di appena 30 anni che, con Sampdoria ed Empoli, ha anche fatto vedere ottime cose in serie A.

Il secondo, invece, è un po’ più datato. Bonazzoli, infatti, è un classe ’79 (37 anni), darebbe sì quel tocco d’esperienza in più, ma farebbe emergere dubbi su tenuta e condizione fisica. Lo scorso anno, pur senza segnare, festeggiò la promozione in cadetteria con il Cittadella, prima ancora fu perno dell’attacco del Siena, ma l’ultima annata degna di questo nome è quella 2010/11, quando il nativo di Asola siglò 17 reti in serie B con la maglia della Reggina. Congetture, ipotesi, argomentazioni tutte realizzabili, certo, ma nessuna particolarmente affascinante o di grande impatto. Da non escludere la possibilità che la “possibile sorpresa” avanzata da Lo Monaco sia davvero una “sorpresa”, nel perfetto stile “lomonachiano” che bene conosciamo. Un nome inatteso, capace di riconsegnare entusiasmo a tifoseria e squadra. Il dato di fatto è uno: l’organico va puntellato già adesso, in attesa di gennaio. Attenzione alla finestra di mercato invernale, dove davvero potrebbero verificarsi, se non rivoluzioni, cambiamenti importanti, anche riguardanti elementi di una certa caratura.

Per adesso Rigoli non si tocca, il dito è puntato contro i giocatori, contro il reparto offensivo. La sfida contro il Messina per ripartire, per dare un segnale. In attesa della “sorpresa” autunnale…