Curiosity: Piscitella dov’è?

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Pubblicato: 17:00 - 12 ottobre, 2016


E’ il 27′ di Reggina-Catania. Russotto si invola sulla fascia destra approfittando di un errore di posizionamento della difesa amaranto, crossa in mezzo trovando puntale Piscitella che insacca. 0-1 e palla al centro. L’epilogo di quella partita è chiaro a tutti, ancora oggi quel pareggio appare come un peccato capitale, uno spreco di non poco conto. Ancora oggi quelli somigliano in modo profondo a due punti persi. Ma il succo del discorso non è questo. In quella sfida disputata al “Granillo” si mise in evidenza proprio l’autore del momentaneo vantaggio etneo: Giammario Piscitella. Non soltanto per la rete, sia chiaro, ma per una prestazione a tutto tondo, fatta di continui uno contro uno, dinamismo “esasperato” e voglia di porsi sotto le luci dei riflettori. La partita del giovane ragazzo di proprietà della Roma terminò al 71′, poco dopo la Reggina riuscì a pareggiare. Sarebbe errore da matita blu pensare che si trattò di una mera coincidenza, al giorno d’oggi, nel calcio di oggi, le coincidenze non esistono. Un punto, quindi. Certo, poca soddisfazione, ma la consapevolezza di aver trovato un elemento di indubbio valore su cui puntare, un esterno nel vero senso della parola che, insieme ai vari Russotto, Calil e Paolucci, completa al meglio un reparto già ricco di qualità. Da quel giorno in poi, però, i radar hanno perso di vista Piscitella: dov’è finito?

In panchina contro il Matera, 12′ in campo contro l’Akragas (non indimenticabili a dire il vero), poi altre panchine contro Fondi, Taranto ed infine Messina. Dov’è finito Piscitella? Perché non vede più il campo? E’ vero, nemmeno ad inizio campionato gli erano stati affidati i galloni di titolare inamovibile, ma le sue “comparsate” a partita in corso erano consuete. Adesso nulla, zero minuti sul rettangolo da gioco e la sensazione che, con l’esplosione di Di Grazia, l’arrivo di Mazzarani e l’utilizzo di Barisic, la sua posizione nelle gerarchie stia man mano scivolando verso il basso. Nell’arco di una stagione così lunga, logorante, colma di insidie ed ostacoli, ci può stare, specie se a farti compagnia nel reparto avanzato c’è una concorrenza del genere. Però porsi l’interrogativo appare scontato e d’obbligo: per quale motivo Piscitella non vede più il campo? Per carità, non è un’interrogazione parlamentare, tanto meno un caso nazionale, solo voglia di capire perché un elemento dotato di così tanto talento non venga “visto” da un tecnico scafato ed esperto come Pino Rigoli,

Problemi di natura fisica? Condizione atletica ancora da ottimizzare e migliorare? O comportamenti non visti di buon occhio? Contrasti con l’allenatore? O, più semplicemente, scelta tecnica dovuta al rendimento dei compagni? Ad oggi non è possibile rispondere con precisione. Il quesito verrà riproposto a mister Rigoli cercando di sviscerare ogni sfaccettatura. Piscitella è un giocatore di assoluto valore per la categoria, lo ha dimostrato a più riprese in passato ed il fatto che la Roma continui a puntare su di lui, vedasi il rinnovo del contratto poco prima del suo passaggio al Catania in prestito, è indicazione più che concreta che il talento c’è ed è tutto lì da ammirare. Possibile che la pressione di una piazza come quella etnea gli stia giocando brutti scherzi? Difficile da dire, ma per un calciatore abituato, nel suo piccolo, a vivere contesti come quelli capitolini, un fattore del genere sarebbe, a primo impatto, da escludere. Ma si sa. le vie del calcio sono infinite…

C’è, infine, qualcuno che vocifera di un suo poco impegno in allenamento. Sarà vero? Sarà questa la causa scatenante la sua costante esclusione? I posteri, ed il campo, daranno la sentenza. Intanto, c’è un trittico di partite importanti tutte da vivere: Melfi, Lecce e Paganese. Le gerarchie sono chiare, ma ci sarà spazio per Piscitella? Se così non fosse, sarebbe il momento di scomodare gli agenti Mulder e Scully per un nuovo caso da “X-Files”.