La ricetta: una cardioaspirina al giorno e un’alta dose di attributi

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Pubblicato: 10:01 - 19 ottobre, 2016


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Il Catania è malato, c’è poco da fare. Sei pareggi in nove gare disputate rappresentano il sintomo evidente di un problema che purtroppo la formazione etnea non riesce a scrollarsi di dosso e che inevitabilmente rischia di condizionare la stagione. Questa malattia però non è mortale, è da tenere sotto controllo e da far rientrare nei ranghi, ma il passo per far tornare sano il paziente è breve. Ecco il Catania soffre di pressione alta.

Sì, è proprio questo il problema della formazione di Rigoli che nel complesso fisicamente sta bene, corre fino al novantesimo, non incappa in infortuni a raffica, ma questa pressione… Lo si nota dai volti, dalle facce che emanano voglia e determinazione, ma che in campo non riescono poi ad esprimere in toto ciò che provano. Quasi una implosione perchè non si può dire che la formazione non si impegni (vedi la mediana, Di Grazia o il pacchetto arretrato), ma a tratti la voglia di orientare il match sui propri binari e di sbloccare il risultato si trasforma in frenesia, egoismo e mancanza di lucidità.

Anche a Melfi è successo esattamente questo. Una pressione ambientale e naturale che questa squadra (come gli organici delle annate precedenti) non riesce a gestire nonostante la presenza in rosa di giocatori esperti e dotati di curriculum di tutto rispetto. Calil, Russotto, Paolucci, Biagianti, Bergamelli, Scoppa. Tutti elementi che hanno giocato in piazze calde ed importanti e che proprio per questo motivo dovrebbero essere i primi a saper gestire il momento complicato nel migliore dei modi.

E invece no, anche quest’anno si soffre. Il medico di base, Pino Rigoli, ha cercato di alleviare questa pressione con i rimedi naturali, ma gli effetti non sono stati soddisfacenti. Il caso è stato preso in cura anche dal primario, Lo Monaco, che circa una settimana fa sembrava aver trovato la strada giusta, salvo poi ricredersi in quel di Melfi. La ricetta: una cardio aspirina al giorno più un’alta dose di attributi, perchè forse il Catania in realtà altro non è se non un malato immaginario, ipocondriaco e forse un pizzico depresso, ma pur sempre immaginario. Basta poco per uscire da questo circolo vizioso di negatività, basta semplicemente il giusto medico e la propensione verso la ripresa nonostante le circostanze avverse. Il tempo c’è ma bisogna intervenire in maniera energica.