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Atteggiamento e moduli: solo l’imbarazzo della scelta…

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Pubblicato: 16:01 - 2 febbraio, 2017


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Mercato finito, frizzi e lazzi, voti altissimi per l’operato di tutta la dirigenza del Catania; e adesso? Adesso tocca a Pino Rigoli. Il tecnico insieme alla dirigenza ha deciso di optare per la difesa a tre ed anche il mercato è stato orientato verso questa scelta. Marchese e Baldanzeddu ambivalenti (difesa a tre ed esterni di centrocampo), Pozzebon e Tavares rinforzi di peso per il reparto avanzato che potrebbero giocare insieme o alternarsi nel corso dei 90 minuti.

Se poi si pensa alla batteria di trequartisti rimasti in rosa, tatticamente c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Il modulo di base sembra essere il 3-4-3 con Biagianti e Scoppa a comporre la coppia centrale in mediana e due fra Mazzarani, Di Grazia e Russotto dietro la prima punta. Qualche staffetta dunque all’orizzonte. Il Russotto visto contro la Reggina sembra essere avvantaggiato rispetto a Di Grazia, mentre in avanti Pozzebon potrebbe essere il presunto titolare con Tavares pronto a subentrare.

Uno schema offensivo dunque con gli esterni abili ad accentrarsi per favorire gli inserimenti di Djordjevic e Baldanzeddu. L’alternativa principale, invece, è rappresentata dal 3-5-2. Questo schema permetterebbe l’utilizzo di entrambe le punte, magari con Mazzarani nel tridente di centrocampo (in fase di possesso 3-4-1-2) oppure con Fornito da mezzala ed uno sfruttamento maggiore degli esterni.

Insomma le soluzioni non mancano, anzi c’è proprio l’imbarazzo della scelta, soprattutto se si pensa ovviamente anche alla difesa a quattro con il “vecchio” 4-3-3 o il 4-2-3-1. Basta troppi numeri… Starà davvero adesso a mister Rigoli far quadrare i conti considerando sempre che oltre la tattica c’è l’atteggiamento che può rendere un terzino il più pericoloso degli attaccanti, e un attaccante il più tenace dei difensori.