Dove sono i cannoni?

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Pubblicato: 12:00 - 19 febbraio, 2017


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Che belli gli anni sessanta, che bello lo spirito hippie e la voglia di pace. Riguardando la partita di ieri viene da pensare proprio a quel periodo e ad uno slogan presente su manifesti e striscioni riguardante la guerra in Vietnam: “mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Eh sì, perchè contro il Taranto a regnare sovrano è stato il pacifismo con le bocche di fuoco, i “cannoni” rossazzurri, incapaci di fare male alle mosche e rimasti totalmente a secco.

Un po’ come nei film, avete presente quando la bocca del cannone viene otturata? Il cannone spara ma esplode, anzi implode. Ecco la prestazione di sabato ha causato l’implosione del reparto offensivo che dopo l’exploit offerto con Reggina e Matera, adesso si sta dimostrando incredibilmente fragile ed inconsistente. Poco movimento, poca aggressività e voglia di incidere, un evento strano di per sè, ma reso ancor più incomprensibile visto l’avvicendamento sulla panchina e la naturale voglia di dimostrare qualcosa al nuovo tecnico.

Male Pozzebon, male Di Grazia, malissimo Mazzarani. Quest’ultimo non sta riuscendo a trovare le giuste misure e il giusto collocamento sulla trequarti, in una porzione di campo determinante per lo sviluppo della manovra. Per quanto riguarda il numero nove, invece, eccezion fatta per la conclusione a botta sicura forse troppo “pulita”, non si è mai sentito il peso di un attaccante potenzialmente devastante, ma che dopo tre partite sembra troppo spesso entrare ed uscire dal match.

Anche i subentrati Tavarez e Barisic non hanno cambiato il volto del pacchetto avanzato, dimostrando che dai cambi non arriva la scossa necessaria per invertire l’inerzia. Unico a salvarsi, per l’impegno e la pericolosità delle iniziative, è Russotto, ma anche lui deve essere più preciso e cattivo.

Insomma viva Gandhi, ma nel calcio il pacifismo non porta a nulla. Sicuramente il ragionamento sì, oltre la forza bruta, ma per vedere le idee di Petrone ci vorrà un po’ di tempo. Intanto è necessario che i cannoni tornino ad essere tali e non delle pistole giocattolo perchè anche se siamo nel periodo di Carnevale, c’è poco da scherzare.