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Editoriale: Ci si accontenta delle briciole…

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Pubblicato: 17:50 - 9 aprile, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Se Sowe diventa Lacazette e Viola diventa il miglior Cerci, e il tuo “Colosso” lì davanti si dimostra un “Gigante dall’animo buono” che non vuol far male ai nemici, c’è poco da discutere. Se dopo venti minuti non riesci a fare due scambi, e se la Vibonese del simpatico presidente Caffo, fino a ieri conosciuta dagli appassionati del calcio calabrese, ti impensierisce più di una volta, tu, Catania, non hai alcun alibi.

Né la sfortuna, né gli episodi citati nelle scorse conferenze stampa possono giustificare una prestazione simile: è un continuo “Se…allora” che viene palesato da un grigio pomeriggio d’aprile che sì, purtroppo, fa pensare che “una rondine non fa primavera”, e la vittoria con la Virtus Francavilla non fa eccezione. “Se…” non mostri un pizzico di gioco contro la penultima in classifica, per quanto motivata possa essere, e rischi in zona Playoff, visti i risultati, “…allora” meriti la posizione che occupi: “se…” metti un centrocampista per un centrocampista, lasciando in campo un elemento a rischio rosso e fuori giri come Scoppa, e togli Di Grazia, uno dei più frizzanti, per mettere un altro giocatore dello stesso ruolo, non osando, “…allora”, forse, lanci un messaggio chiaro. Se poi lo stesso Di Cecco al 76′ lascia il terreno di gioco per l’ingresso di Barisic, la confusione diventa palese. Non sei guarito: sei “convalescente”, “normale”, e a poche giornate dalla fine confermi di essere una non-squadra. “Se…” la difesa tra le migliori in Europa diventa colabrodo, e al 70′ le immagini consegnano giocatori con le mani sulle ginocchia a rifiatare, “…allora” c’è poco da sorridere.

Il resto è pura matematica: cronaca e tabellino. Il tutto si riduce all’intuizione di Russotto e all’esitazione di Tavares risolta da Barisic. “Tiro? Non tiro?”, arriva lo sloveno e pareggia. Ma è troppo poco: il Catania non cambierà dall’oggi al domani, né da qui a qualche settimana. E’ lo specchio di questa stagione da “Se…allora” che fa sembrare un punticino conquistato con la Vibonese il migliore dei risultati possibili. Il che è tutto dire.