960x135catanistafbENJOYstarREMAXHONDAmazdatwit

Emergenza mediana: è arrivato il momento di Di Stefano e Piermarteri?

By
Pubblicato: 17:58 - 11 aprile, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Tra assenze e motivazioni da ritrovare con il Cosenza sarà un centrocampo da ricostruire. E chissà che l’emergenza infortuni in casa Catania non giovi alla causa grazie alla scoperta (ma neanche tanto) di qualche talento “fatto in casa”: è arrivato il momento di Di Stefano e Piermarteri?

I riccioli, fino a qualche mese fa raccolti, adesso li ha tagliati: gioca e corre, Davide Di Stefano fa la gavetta, con un sogno. Esordire con la maglia che ama è il coronamento di un percorso che parte dagli occhi di un bambino e si conclude con il segno dei tacchetti sul campo “che conta”. Centrocampista dai piedi buoni, nel 1999 un certo Beckham arrivava secondo dietro Rivaldo per la corsa al Pallone d’Oro: Davide, che di “Becks” ha il nome, nasceva proprio allora, per render chiara l’idea. Avete presente Pirlo? E Mihajlovic? E Lodi? Una punizione, un gol: certezza (quasi) incrollabile. Ecco, questo è Di Stefano: destro a scavalcare la barriera, pallone all’incrocio. Portiere immobile. Ma non solo: regia e corsa, è un centrocampista moderno. E, soprattutto, è abile e arruolabile: lo sa bene mister Giovanni Pulvirenti, sua “guida” calcistica che, come nel caso di Di Grazia, potrebbe ritrovare il suo pupillo già allenato nelle giovanili. Pilastro della Berretti, quest’anno di partite ne ha saltate diverse: la motivazione? Da un po’ si esercita più o meno in pianta stabile con i grandi, e con loro apprende e cresce: con uno Scoppa ancora in fase d’assestamento e l’emergenza in mediana, perché non concedergli un’occasione?

Dall’altro lato c’è “El Chino argentino”, che di Recoba ha solo l’aspetto: Gonzalo Piermarteri, talento “sempre pronto ad esplodere” portato a Catania da Cosentino e quasi mai visto all’opera, se non in sporadiche apparizioni tra Serie B e Lega Pro. Il resto lo consegna la polemica d’inizio stagione: da “desaparecido” al rimpatrio, in prospettiva. Tre presenze in questo campionato, ma sensazioni incoraggianti: quando è entrato in campo ha sempre fatto vedere qualcosa. Magari non ha inciso, ma con gli infortuni dei titolari potrebbe trovare continuità e, chissà, far vedere il suo talento, finora riconosciuto, ma ancora in attesa di conferme. Ricapitoliamo: può fare la mezzala, è dotato di buon dribbling e ha una visione di gioco niente male. Ma il tempo stringe, e da occasioni si passa presto a “prove sul campo”, empiriche: sta a Pulvirenti decidere. E se fosse davvero arrivato il momento di Di Stefano e Piermarteri?