Mazzarani 2.0: perché non affidargli la mediana?

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Pubblicato: 14:01 - 11 aprile, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Con la lista degli infortunati che supera quella che mister Giovanni Pulvirenti stilerà per le convocazioni della prossima partita con il Cosenza, qualcosa si dovrà pur fare: in un momento di difficoltà come questo, tra difesa e centrocampo ridotti all’osso, il Catania è chiamato ad inventare soluzioni solo ipotizzate finora. Aggiornamento di sistema, cambiamo qualche chip ed è già “Mazzarani 2.0”: versione centrocampista.

Il discorso è semplice e lo apriamo citando gli indisponibili in mediana: capitan Biagianti, Di Cecco, Bucolo e Fornito. Un titolarissimo, uno che il campo l’ha visto poco e due che alternano rettangolo verde e panchina. L’unico “di ruolo” è rimasto lui, un po’ disorientato, ancora alle prese con l’ambientamento: Federico Scoppa. Ed è qui che entra in gioco il “nuovo” Andrea Mazzarani: d’altra parte, se le gambe non girano come qualche mese fa e non può garantire corsa e ritmo, i piedi buoni continua ad averli. Ma come? In che modalità? Mister Pulvirenti diventa l’azzeccagarbugli: la ragione dice 3-5-2, al massimo 4-4-2. Nel primo caso, a centrocampo andrebbe l’argentino come vertice basso e Mazzarani insieme a Di Grazia mezzali, supportate da Djordjevic e Russotto sugli esterni. Nel secondo, invece, la versione 2.0 formerebbe una linea a due “di fantasia” e poca rottura, che però richiederebbe un calcio veloce e dinamico, “totale”, da parte di tutti. Che, poi, questa nuova soluzione potrebbe benissimo rientrare nell’evoluzione naturale di un giocatore che, spesso, scende sulla mediana per prendere i palloni da smistare. Senza voler andar troppo lontani: Ciccio Lodi docet.

Ma le caratteristiche sono diverse: certo è che l’intelligenza tattica può in qualche modo sopperire alla mancanza di incontristi, se messa a servizio dell’attenzione. E poi sapete com’è: ci sono calciatori che hanno bisogno di vedere con i proprio occhi dal centrocampo in sù per giocare al meglio. Che sia questa la “vocazione” di Mazzarani? Chissà, magari l’aggiornamento di sistema è già in fase di collaudo, anche solo come “esperimento mentale”: il resto lo dirà il campo.