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Un Catania velistico alla deriva dopo il giro di boa

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Pubblicato: 16:33 - 19 aprile, 2017
Catania


Il campionato 2016/2017 del Catania, prossimo ormai alla conclusione e con un futuro ancora tutto da decifrare, in un senso o nell’altro, può essere paragonato per certi aspetti a una regata – competizione che si svolge tra barche a vela per chi non lo sapesse. Funzionamento? Semplice. Si parte tutti dalla stessa linea e si segue il vento fino ad arrivare alla boa che, esattamente come nel calcio, rappresenta la fine di un girone (quello d’andata) e l’inizio di un altro (quello di ritorno). Il Catania, per l’appunto, ha concluso la prima parte del suo campionato in maniera comunque discreta ma al giro di boa, quel momento in cui si spinge più forte per tentare di arrivare al traguardo prima degli altri, i rossazzurri sono come affondati.

Questa breve ma significativa introduzione “marina” serve esclusivamente a fotografare i due momenti di una squadra che nel girone d’andata viaggiava a ritmi sì altalenanti ma sostenuti. Nelle 16 gare del girone di ritorno disputate fin qui è invece come andata alla deriva, quasi affondata. Andiamo con ordine: nelle prime diciannove partite di questo campionato il Catania ha realizzato ben 34 punti, frutto di 9 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte, con 24 reti all’attivo e soltanto 12 al passivo, una più che dignitosa settima posizione in classifica e una media punti di 1,78 a partita. Numeri di una squadra che sembrava ampiamente in grado non soltanto di raggiungere i play off, ma di giocarli addirittura da protagonista.

Poi, appunto, il giro di boa, coinciso con la pesante sconfitta (4-0) rimediata a Castellamare di Stabia. Era il 22 Dicembre, il mercato era ancora chiuso e, dopo il pareggio casalingo a reti bianche contro la Fidelis Andria della settimana seguente, la Lega Pro si ferma per la sosta fino al 23 Gennaio, data dell’1-1 rimediato a Fondi. Due punti in tre partite, preambolo di un girone di ritorno da brividi nonostante i massicci interventi effettuati dal duo Lo Monaco – Argurio nel mercato invernale. Il rendimento dei rossazzurri non migliora e, anzi, culmina nelle cinque sconfitte consecutive rimediate tra il 5 Marzo (0-2 col Melfi) e il 2 Aprile (2-1 a Catanzaro). In definitiva, nel girone di ritorno, il Catania ha realizzato 16 punti in 16 partite, dopo aver raccolto 4 vittorie (Reggina, Matera e Francavilla in casa, Messina in trasferta), 4 pareggi (Fidelis Andria e Taranto in casa, Fondi e Vibonese in trasferta) e ben 8 sconfitte, con un bottino esiguo di 13 gol segnati contro i 20 subiti, numeri che sono costati al Catania non soltanto la settima posizione ma, allo stato attuale delle cose, anche la qualificazione ai play off.

Punto di svolta, in negativo, la sconfitta sul campo di un Akragas ai tempi non al massimo della forma, coinciso con la separazione da Pino Rigoli e l’arrivo di Mario Petrone, decisione che – col senno di poi – si può ampiamente considerare totalmente errata. L’epilogo Giovanni Pulvirenti ha poi completato un percorso sempre più negativo, condito da decisioni non sempre condivisibili e da atteggiamenti in campo poco consoni a calciatori professionisti e culminato, in ultima istanza, con la debacle casalinga contro il Cosenza (0-2). Dove sia da ricercare la soluzione al problema è ancora un mistero, mancano tre partite alla fine e così come va detto che il Catania, comunque, è a soli 2 punti dai play off, va detto anche che è solo a 6 lunghezze dalla zona play out. La prossima gara a Monopoli, in questo senso, potrà dire molto, ma aumentano i rimpianti per un campionato che poteva essere di un certo tipo e che si è invece rivelato, purtroppo, di tutt’altra forma.