Serve mentalità da “tutto per tutto”, ma Pulvirenti sarà capace di darla?

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Pubblicato: 19:47 - 9 maggio, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

“Oggi è il primo giorno del resto della tua vita”, esclamava in un monologo il premio Oscar Kevin Spacey in American Beauty. Ecco: “Oggi è il primo giorno del resto…” della stagione del Catania, se vogliamo. Il paragone ci sta, se pensiamo che i rossazzurri hanno appena iniziato la preparazione alla gara da “dentro o fuori” con la Juve Stabia, primo turno dei Playoff. Ma con quale spirito?

Avete presente quando si dice “pronostico aperto”? Bene, al Menti non sarà così: i due risultati su tre (la vittoria e il pareggio) sui quali possono contare le “Vespe”, “obbligano”, se vogliamo, metaforicamente, il Catania ad una prestazione da “tutto per tutto”, che passa dalla stessa mentalità del “non ho niente da perdere”. E allora perché non provarci? Risposta “da un milione di euro”: fosse così semplice, il campionato degli etnei sarebbe andato in maniera nettamente differente. Ma il calcio non si gioca con le parole, ma con i fatti: e con la personalità. I tre cambi in panca non hanno certo contribuito alla formazione di un carattere unitario del gruppo, ma se con Pino Rigoli si vedevano sprazzi di buon gioco misti a défaillance croniche, Giovanni Pulvirenti non è ancora riuscito a trasmettere quell’identità che, nelle fasi finali, e in particolare nella “partita secca”, fa la differenza.

Riuscirà a farlo in una settimana? Magari si farà sentire un “maestro zen” come Pietro Lo Monaco, ma resta difficile trovare una risposta, anche perché il campo, finora, consegna partite dalle scelte conservative e “strane”, ma pur sempre coerenti ad un concetto: equilibrio. La continua ricerca d’equilibrio ha trasformato il Catania in un “equilibrista” che procede a piccoli passi per non cadere giù: il problema è che se contro Siracusa e Casertana, squadre senza particolari stimoli, ci si è potuti permettere un certo atteggiamento, non è detto (anzi) che con la Juve Stabia lo stesso sia sufficiente. E allora l’equilibrista dovrà rischiare qualcosa, perché dietro ha uno sciame di “Vespe” che incombe: avanzerà o si lascerà pungere e cadere?