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Pulvirenti: “Bisogna crederci. Sulla Juve Stabia dico che…”

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Pubblicato: 14:56 - 12 maggio, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Tutto pronto per la sfida da dentro o fuori tra Juve Stabia e Catania al Menti: il tecnico rossazzurro, Giovanni Pulvirenti, intervenuto in conferenza stampa a Torre del Grifo, ha analizzato il match.

PARTITE ANOMALE – “Penso che tutti ci aspettiamo determinate risposte, ma è anche vero che le partite hanno una durata di novanta minuti e dobbiamo far prevalere la razionalità contro un avversario che a gennaio ha fatto degli investimenti importanti per tentare il salto diretto, anche se non c’è riuscito a causa di squadre come il Foggia che hanno dato un impulso importante al campionato. Dobbiamo studiare gli avversari e poi cercare di giocare di conseguenza. Tutte le gare che si cerca di affrontare si vogliono vincere, poi si sceglie la strategia giusta, ma poi siamo tutti bravi a dire a posteriori se è stata buona o meno. Si fanno delle scelte e poi il risultato finale dipenderà da queste. L’atteggiamento della Juve Stabia? Credo che farà una partita come le ultime giocate: hanno valori tecnici molto elevati, giocano in una determinata maniera, li abbiamo studiati e cercheremo di devitalizzare le fonti di questa squadra. La partita dura novanta minuti e queste sono gare particolari in cui possono subentrare fattori emotivi: anche in questo caso bisogna essere perspicaci.”

CAMBIARE PASSO – “Riuscire a resettare rispetto al campionato? Non ci siamo mai fermati, è sempre stato un cercare di mettere pezze alle defezioni e alle problematiche: diciamo che fino a qualche settimana fa eravamo in una condizione mentale difficile, poi abbiamo fatto prestazioni che hanno aumentato la nostra autostima, ma è pur sempre una gara secca. Il calcio quasi sempre è uno sport situazionale, dove vince la squadra che ha la meglio sulle situazioni di uno contro uno: sarà importante l’interpretazione dei ragazzi dei duelli. Gli attaccanti? In settimana si cerca sempre di lavorare su diversi aspetti, da quelli tattici a quelli psicologici: a volte, però, bisogna affidarsi alle individualità. Il campo di gioco in sintetico? E’ un terreno particolare che si è compattato negli anni e che ha perso la sua fisionomia: noi in questo straordinario Centro sportivo abbiamo lavorato in tal senso, ma è inequivocabile che sia un vantaggio. Ma non dobbiamo pensarci e non deve assolutamente essere un alibi: dobbiamo fare la gara. Se ho guardato l’ultima gara con la Juve Stabia? No, non l’abbiamo analizzata.”

CREDERE – “Perché credere? Perché altrimenti non si sosterrebbero gli allenamenti: fa parte del lavoro del professionista. Per fare un lavoro devi crederci. Come la vivo? Con tanta serenità e con la coscienza a posto, perché ho cercato di dare una mano a questa società, mi sono messo a disposizione di questo club e ho cercato di trovare sempre la strada e mai la scusa. Quando si va a giocare ognuno ha diverse motivazioni, quindi non si può parlare di totale spensieratezza: andiamo giocarci una gara con tante sfaccettature.”

SINGOLI – “Gil? Il ragazzo ha fatto la rifinitura quindi può giocare la partita. Manneh? Ha fatto bene, ma per i giovani bisogna dire una cosa importante: quest’anno il Catania ha messo in campo tante forze provenienti dal settore giovanile, come Parisi, Di Grazia, Manneh, Di Stefano, Bucolo e Barisic. Questo è un merito che va alla società che cerca di far crescere i propri ragazzi. Baldanzeddu? E’ da tanto che non gioca, quindi dipende anche dal minutaggio, ma è in ripresa. Tavares? E’ un ragazzo straordinario, un professionista serio, sempre pronto, ma sono scelte che si fanno e non ho nulla da rimproverargli.”