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Angeli e Demoni: Parisi ingenuo, Pulvirenti “equilibrista”, Catania anonimo

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Pubblicato: 17:38 - 14 maggio, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Il Catania non va oltre lo 0-0 al Menti con la Juve Stabia e saluta i Playoff al primo turno: i rossazzurri di Pulvirenti mettono in campo la solita partita anonima della stagione.

PISSERI 6 – L’unico sempre puntuale in questa stagione: nella prima frazione sventa diverse occasioni capitate sui piedi di Ripa. Anche nel secondo tempo si dimostra preciso.

PARISI 4 – Ingenuo. Affronta Lisi con morbidezza nei primi 15′, poi viene ammonito e continua sulla stessa via fino al 30′: si fa prendere il tempo e saluta il campo lasciando la sua squadra in dieci nella partita che può valere una stagione.

GIL 6 – Nel primo tempo controlla come può le scorribande di Ripa e compagni: stessa storia nella ripresa. Da lui si può ripartite in futuro.

MARCHESE 6 – L’esperienza si fa sentire in queste partite, e non fa neanche tanto male, ma pesa l’espulsione di Parisi che mette in difficoltà tutti.

DJORDJEVIC 6,5 – Dal girone di ritorno non è più lui: scende e incide poco, e anche in fase difensiva, e anche nel primo tempo di oggi soffre qualcosa contro Kanouté. Nel secondo tempo, invece, è un altro giocatore: controlla e sfiora il vantaggio con un mancino al volo da posizione quasi impossibile.

SCOPPA 5 – Quando al 14′ innesca con un retropassaggio il contropiede della Juve Stabia, scorrono in mente tutte le partite sbagliate dall’argentino in stagione. TAVARE S.V.

BUCOLO 6 – Ci mette grinta e voglia, ma in fase d’impostazione fatica come tutti. E’ uno di quelli che sente di più la partita e si vede.

MAZZARANI S.V. – C’è? Non c’è? A parte l’intervento da rigore o meno, poco e nulla per il “bilancino” senza pesi.

DI GRAZIA S.V. – Qualche accelerazione e spunto, ma si fa vedere poco dalle parti di Russo. E’ lui, poi, il prescelto a pagare il conto salato lasciato da Parisi con la sostituzione. DE ROSSI 6 – Entra e prende subito le misure su Lisi. Da quella parte, con De Rossi in campo, non si passa.

MANNEH 6 – Uno dei più positivi in campo: è il “tutto fare”, anche un po’ ingiustamente, soffrendo alcune scelte tattiche di Pulvirenti, ma il giovane rossazzurro non sfigura e, anzi, diventa presto il migliore in campo mettendo in difficoltà i giocatori della Juve Stabia.

POZZEBON S.V. – Va bene che al Messina faceva reparto da solo, ma non si pensava lo facesse così isolato lì, davanti, avulso dal gioco. E’ lui che dovrebbe risolvere le partite? BARISIC S.V.

PULVIRENTI 4,5 (o S.A.) – Un pareggio anonimo, una formazione anonima: non è mica colpa sua l’espulsione di Parisi, ma sull’atteggiamento si può ridire qualcosa. Così come sull’equilibrio: “il calcio è uno sport situazionale”, siamo d’accordo, ma c’è chi sa leggere le partite e chi, invece, non riesce ad incidere con le sue scelte. Ancora una volta si dimostra senza carattere quando deve decidere il cambio per l’ingresso di De Rossi: è ed è stato un Catania da “compitino” in quest’ultima parte della stagione. E questo non può bastare a fare il salto di qualità.