Stovini a Catanista: “Il Catania proverà a tornare in Serie B. Il tecnico…”

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Pubblicato: 14:06 - 18 maggio, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Intervenuto nel corso della puntata odierna di Catanista il Talk, andata in onda su Radio Cuore, l’ex rossazzurro Lorenzo Stovini ha commentato diversi argomenti dal sapore “Amarcord” e il momento del Catania.

SALVEZZA E RICORDI – “La salvezza del 2008? Sapevamo fosse difficile, Ibra e l’Inter ci diedero una grossa mano. Era stata una salvezza molto bella, come l’anno prima: ci siamo ritrovati a giocare spinti da tutta la città. Il tecnico? Mi son trovato bene sia con Marino, Baldini e Zenga: hanno filosofie diverse.”

SUL PRESENTE – “Per come è andata il voto può essere abbastanza alto, poi la squadra ha avuto tanta discontinuità, non è riuscita ad andare avanti nei Playoff, ma il problema era a monte, non era facile ripartire dopo le vicissitudini, oltretutto con la penalizzazione: il prossimo anno sarà l’anno in cui si prova a tornare al calcio vero, il primo passo per tornare in Serie B e poi nella massima serie.”

CAPITOLO ALLENATORE E ORGANICO – “L’identikit del tecnico? Chiaramente non affermatissimo, che ha voglia di emergere: ad esempio il Venezia ha puntato su Inzaghi. Devi fare un progetto con il tecnico, poi dipende dalla qualità a disposizione, ma anche la quantità dei giocatori con qualche elemento di riferimento può farti stravincere il campionato. In Lega Pro serve corsa e grinta. Non so se serve un allenatore di personalità per vincere questo campionato: è importante far sentire al top la squadra, l’allenatore passa in secondo piano. Rivoluzione o no? E’ importante che i giocatori si conoscano, perché per alcuni giocatori nuovi serve tempo e il Catania tempo non ne ha. Se vuoi puntare al massimo devi rischiare di cambiare volto se necessario, ma se i programmi sono di vivacchiare allora puoi anche rimanere così.”