Trovare le “Ali”

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Pubblicato: 12:17 - 20 maggio, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Trovare le “Ali”: indossarle, collaudarle e spiccare il volo. Senza finire come Icaro che, avvicinandosi troppo al sole, vide “precipitare” (in tutti i sensi) il suo sogno di andar via. Dopo due anni di Lega Pro ormai il concetto dovrebbe essere chiaro: il calcio della terza lega non è fatto di bel gioco, ma di semplicità e concretezza, quest’ultima offerta da verticalizzazioni e azioni sulle fasce. Alla vigilia del mercato, però, la lista da “dentro o fuori” porta ad una riflessione sulle potenzialità degli attuali esterni d’attacco del Catania.

Ricapitoliamo, a beneficio di tutti. Dall’inizio della stagione all’ultima gara dei rossazzurri, le ali utilizzate nel 4-3-3 (modulo di riferimento) sono state: Piscitella (ceduto a gennaio), Russotto, Di Grazia, Fornito (utilizzato anche sulla trequarti), Mazzarani, Barisic e Manneh. Qualche volta anche Tavares, ma di lui non si parlerà. Procediamo passo dopo passo e sfoltiamo l’elenco partendo da chi, degli attuali giocatori in rosa, verosimilmente lascerà la città etnea: “l’eterno incompiuto” Russotto dopo due campionati e poche gioie si accaserà altrove, Fornito ritornerà al Trapani, Mazzarani ha mercato anche nelle categorie superiori. Di Grazia? E’ la base sulla quale costruire: a confermarlo è anche e sopratutto l’impiego nella seconda parte di stagione che lo ha reso, nei fatti, insostituibile. Dall’altra parte c’è grande curiosità e voglia di rivedere all’opera Kalifa Manneh: contro Casertana e Juve Stabia ha fatto vedere qualcosa d’interessante, merito di una posizione che lo aveva valorizzato anche nelle giovanili, prima di indossare “l’abito” da terzino.

Rimane un oggetto misterioso, ma con la costante volontà di dimostrare le proprie potenzialità a scapito delle poche apparizioni campo, Maks Barisic può essere l’ago della bilancia del tridente offensivo, a patto di essere impiegato con costanza e di essere “mentalizzato” a dovere. Sullo sfondo, infine, c’è l’identikit dell’esterno che serve alla causa: uno o più elementi che saltino l’uomo e che creino superiorità numerica, ma soprattutto che riescano a vedere la porta e servire assist alla punta di riferimento. Se gli attaccanti non segnano ci sarà pure un motivo. Insomma, il Catania si guarda allo specchio, analizza il passato alla ricerca delle “ali” da indossare nella prossima stagione, quella del ri-lancio.