Interrogativo “Numero Nove”: ma serve una certezza

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Pubblicato: 11:56 - 23 maggio, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Tra passato e futuro: il presente del Catania porta il nome di “riflessione” e “analisi”. Societaria? Sì, dal punto di vista economico, con le scadenze da rispettare, ma anche e soprattutto tecnica: tra scelta del nuovo allenatore e i colloqui in squadra per scegliere chi parte e chi no spunta un rebus, quello relativo alla punta.

Tanti gli interrogativi, numerose le scommesse: chi sale? Chi scende? Su chi “puntare” (scusate il gioco di parole)? Facciamo un quadro della situazione attualizzando il discorso, premettendo, però, che l’identikit del prossimo tecnico potrebbe dire molto sulle conferme e sulle cessioni. Iniziamo da chi, verosimilmente, lascerà Catania dopo due anni poco entusiasmanti: Caetano Calil, il “delantero” dalle polveri bagnate che, stando alle parole dell’Ad Pietro Lo Monaco, non farà parte del progetto rossazzurro. Con ogni probabilità, a seguirlo sarà Diogo Tavares che, con un solo gol in cascina (all’esordio contro la Reggina), rientrerà al Catanzaro alla scadenza del prestito. Valutazioni premature, invece, per adesso, sono state fatte per Demiro Pozzebon: resta? Non resta? L’entourage del giocatore per adesso non si sbilancia: ma, d’altra parte, siamo ancora a maggio, e restano indubbie le qualità di un attaccante che, se valorizzato, può essere il “principe del reparto offensivo”.

In ogni caso, resta inequivocabile il bisogno per il Catania di avere una certezza di riferimento lì davanti: un profilo che possa garantire non solo un quantitativo di reti messe a segno “alto”, quanto “costante”. Per intenderci: lo stesso di Calil nella prima stagione ha raggiunto velocemente la doppia cifra, salvo staccare la spina nella seconda parte di stagione. Ecco, servirebbe uno “alla Calaiò”, per farla breve. Rientrerà Anastasi: sarà capace di replicare quanto fatto vedere a Messina? Se sì, sarà un valore aggiunto. E poi c’è il capitolo Barisic: è bene ammettere che gli è mancata la continuità, ma è arrivato il momento che lo sloveno dimostri qualcosa e che esca dallo stato di “oggetto misterioso”. Interrogativi e valutazioni, come quelle che staranno facendo in dirigenza: su chi “punterà” il Catania?