Sangue croato, carattere da leader: Luka Bogdan, il gigante buono del Catania

By
Pubblicato: 19:00 - 24 luglio, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

A Køge, in Danimarca, il clima è freddo: la squadra della città, l’HB Køge, nata dall’accorpamento con l’Herfølge Boldklub, milita in Serie B nel suo piccolo stadio da poco più di ottomila posti. In difesa, tre anni fa, fascia da capitano al braccio, giocava lui: 1,95 metri di altezza, forza fisica niente male e tempi di gioco di un’altra categoria. E soprattutto dinamismo: Luka Bogdan è anche questo. Sangue croato e carattere da leader: ecco a voi il gigante buono del Catania.

Di lui ne parlano tutti e bene: d’altra parte, basterebbe fidarsi dell’occhio di uno che di calcio dell’Est Europa ne capisce e che di nome fa Christian Argurio. Al suo arrivo a Vicenza, poco più di dodici mesi fa, lo aspettavano a braccia aperte. Prima dell’Italia, per il ragazzo classe 1996 nato a Spalato, le esperienze in Slovenia al Krka e allo Zavrc: sorvoliamo sulla pronuncia dei nomi, che è meglio. Nonostante le buone referenze, in maglia vicentina nove presenze e poche possibilità di esprimere il suo reale valore: adesso Bogdan può farlo, e in diversi modi. Della serie “non fatevi ingannare dalle apparenze”: dietro quei quasi due metri si cela un giocatore tutto da scoprire. Da centrale come da… mediano: sì, il ragazzo croato può giocare a centrocampo. E qui torna protagonista il Køge: in Danimarca, Luka ha giocato gran parte delle gare in mezzo al terreno di gioco, e quando chiamato in causa da difensore la sua squadra ha subito poche reti.

Piccolo passo indietro, per poi tornare al presente: nelle giovanili del RedBull Salisburgo, a 17 anni, Bogdan faceva coppia con Stefan Peric, attuale giocatore nella squadra B dello Stoccarda. In quella stagione, il vivaio della più rinomata squadra austriaca vinse il campionato, con Luka protagonista come quinto miglior marcatore della rosa. Sì, cinque gol messi a segno: altro elemento da non sottovalutare. E qui la mente torna ai giorni nostri, alle parole di mister Lucarelli: “Da noi devono segnare tutti”, e si capisce il motivo perché abbiano scelto il croato. Dalla sua, però, Bogdan si deve riscoprire “Gigante” e confermare quanto di buono fatto vedere nella prima amichevole a porte aperte a Torre del Grifo. Si allena e lavora sodo: il carattere, per provenienza, in fondo, non gli manca mica.