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Argurio tra Ripa e futuro: “Mercato in entrata chiuso. Sulle cessioni…”

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Pubblicato: 15:56 - 12 agosto, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione di Francesco Ripa, il direttore sportivo del Catania, Christian Argurio, ha parlato di mercato e campo.

SU RIPA – “E’ un giocatore che abbiamo puntato da un po’, molto forte ed esperto, poi qualche piccolo problemino familiare del ragazzo ha rallentato la trattativa, poi chiusa. E’ un ragazzo che oltre a saper far gol sa lavorare per la squadra, guadagnando punizioni in determinate zone del campo. Fa sempre battaglia e innervosisce l’avversario: è un calciatore che quando ce l’hai contro dici “che rottura averlo di fronte”.

MERCATO – “Mercato in entrata chiuso. E’ normale che il numero degli attaccanti inizia ad essere importante: come sapete Calil non rientra nei nostri piani, per le altre uscite sicuramente qualcosa succederà nei prossimi 20 giorni. Per il discorso Over siamo in esubero, ma aspettiamo cosa succederà con l’AIC e se il numero tornerà a 16. Ripa? Anche se per molti sembra basso segna parecchio di testa. I giocatori Under che abbiamo preso? Sono dei “finti Under”: ragazzi con tanta esperienza che, per età, rientrano in quella fascia lì.”

L’INIZIO DI STAGIONE – “L’inizio di campionato? Le dobbiamo affrontare tutte, semmai bisogna vedere il finale di stagione. Per adesso pensiamo alla gara di domani, del calendario poi penseremo dopo. Far tornare la gente allo stadio? E’ il nostro compito: lo ripetiamo sempre, non ce ne sarebbe bisogno, ma la piazza di Catania deve tornare in altre categoria.”