Editoriale – Questione di feeling, di attributi… e “cazzimma”

By
Pubblicato: 09:00 - 14 agosto, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Ah, se i muri potessero parlare… racconterebbero volentieri la reazione di mister Lucarelli all’intervallo della gara tra Catania e Sicula Leonzio: descriverebbero alla perfezione i volti dei rossazzurri, sotto di una rete e fino ad allora poco convincenti sul campo, scherzerebbero sulle frasi in toscano pronunciate dall’allenatore etneo. Ma non possono: ci limiteremo, quindi, ad immaginare la scena. Tanto basta per capire il senso della rimonta Thriller dei ragazzi del “demiurgo Cristiano”: questione di feeling… e di attributi, se volete.

“Artefice” in tutto e per tutto, Lucarelli: prima rischia, poi costruisce il successo. Il resto sta nella corsa di un certo Andrea Di Grazia, servito in profondità appena entrato in campo: avesse potuto, quel pallone, il primo della sua partita, l’avrebbe mangiato sul serio. Tutto questo sullo 0-2, quando i titoli di coda citavano già gli addetti alle musiche e l’ex Pino Rigoli pregustava una cena dal dolce sapore dopo una buona prova dei suoi. Accovacciato com’era, quasi ad entrare in simbiosi con il manto erboso, a trasmettere le sue radici ai giocatori e trascinarli in avanti, Lucarelli avrà pensato da attaccante puro: “Qui serve potenza di fuoco”. Meno centrocampisti, più punte: e “fuori gli attributi”, come si dice. Dentro Curiale e Di Grazia, escono Mazzarani e Caccetta, ed è subito “Mina e Cocciante”: “Aprendo l’anima così, lasciando uscire quello che ognuno ha dentro…questione di feeling”. Il gol di Curiale è una liberazione, quello di Pozzebon una promessa, il sigillo di Russotto una sentenza. In mezzo tre cambi di modulo e diverse prove tecniche: dal 4-3-1-2 iniziale con un trequartista puro dietro le punte al 4-2-4 dopo il duplice svantaggio, chiudendo poi con un 4-3-3 a rimonta compiuta.

Da “napoletano adottato” a “napoletano vero”: Cristiano, sempre all’intervallo, avrà parlato con Ciccio Lodi. Se tutto passa da lui e lui non gira, si fa fatica a crear gioco, è un dato di fatto. I ritmi non sono quelli della massima serie: il primo tempo sembra la conferma di tante preoccupazioni. Poi, ad un certo punto della gara, decide di prendere in mano il pennello e disegna una traiettoria impossibile che porta il nome di “spediscimi in rete e fai scoppiare lo stadio, consegnandola sui piedi di Russotto. E’ la trama Thriller dell’episodio pilota della nuova stagione: alla ricerca del feeling tra i reparti, nel segno di attributi e carattere. Quelli di una squadra che vuole sorprendere, da “volere è potere”… e cazzimma rossazzurra.