Top Player, Lodi: pennello e piccozza

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Pubblicato: 12:18 - 27 agosto, 2017
Francesco Lodi nella gara finita in pareggio contro il Racing Fondi.


Stefano Auteri

Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
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Stefano Auteri

Se qualcuno aveva dei dubbi su Francesco Lodi, la partita contro il Racing Fondi ha fatto capire che si trattava probabilmente di preoccupazioni eccessive. Il numero dieci rossazzurro ha messo in evidenza tecnica (ma non è una novità) e grande ardore agonistico, componente indispensabile in questa categoria. Del resto per valutare esattamente la prestazione di ieri di Lodi, basti pensare a Scoppa. All’argentino mancava soprattutto la velocità di esecuzione e la verticalizzazione immediata, doti che ieri Lodi ha costantemente messo a disposizione dei compagni.

Manovra fluida, veloce, e costante verticalizzzzione. Sono queste le disposizioni che mister Lucarelli aveva impartito al suo centrocampo, e infatti nel primo tempo Lodi è stato regista perfetto, grazie anche al grande dinamismo delle due mezze-ali che hanno favorito il passaggio in profondità. Tocchi di giustezza, ma anche sventagliate di trenta metri per innescare la velocità di Russotto nel ribaltamento della manovra, un’altra caratteristica del gioco di Lucarelli che rivedremo spesso in stagione, con la speranza che possa portare ai gol che serviranno a questo Catania per il bottino pieno, gara dopo gara.

La partita del numero dieci, però, non è stata solo “deliziosa”, ma a tratti anche rude. Da buon capitano non le ha mandate a dire al direttore di gara, e spesso si è dimostrato baluardo del centrocampo nel recuperare palloni importanti da trasformare in ripartenze fulminee. Certamente la marcatura asfissianste degli avversari non sarà stata piacevole ma, diversamente da quanto avvenuto contro la Sicula Leonzio, con il passare dei minuti Lodi ha trovato gli spazi giusti, riuscendo a libernarmi dal pressing per dare il là alle geometrie rossazzurre.