Gli applausi del Massimino: segnali d’amore di un sabato sera di speranza

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Pubblicato: 12:44 - 28 agosto, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Ripartire da lì, dalla reazione al triplice fischio, quando i pochi, pochissimi malumori sono stati coperti dagli applausi del Massimino: non contento del risultato sì, chiaro, ma soddisfatto, quasi sorpreso dalla prova del nuovo Catania di mister Cristiano Lucarelli. D’altra parte, se i messaggi lanciati nel corso dei novanta minuti sono il preludio a ciò che verrà, perché non essere in qualche modo positivi in ottica futura? La sensazione, a pelle, è che qualcosa sia cambiato: nella mentalità, nelle ambizioni, nelle più profonde volontà dei tifosi presenti allo stadio, e non solo.

E’ cambiato l’atteggiamento messo in campo dai ragazzi in maglia rossazzurra, prima di tutto, stremati a fine partita e racchiusi in un cerchio nonostante la gara non sia andata come ci si aspettava. E’ mutata anche la voglia, dimostrata dai fatti, di cambiare le sorti di una sfida che, ad un certo punto, sembrava non poter più girare di fronte al muro eretto dal Racing Fondi. E ci sta pure iniziare così, avranno pensato molti al Massimino: altri, come spesso accade nel calcio, avranno storto il muso per il risultato, ancora diffidenti dopo gli ultimi quattro anni. C’è tempo per essere convinti a guardare tutto con occhio diverso: il campionato è lungo, ma i segnali sembrano essere positivi. Isoliamo un tempo, ritorniamo al Cibali: dal fischio d’inizio al gol di Curiale il Catania e il suo pubblico sono diventati un tutt’uno d’emozioni e spinta. Ogni azione è stata accompagnata dal ritmo battente dei tamburi, dai cori delle curve (come sempre presenti) e dalla carica delle tribune: è stata insieme dimostrazione d’amore e speranza verso il domani, energia “ad alta tensione” andata avanti fino alla fine.

E poi gli applausi: e qui ritorniamo all’incipit, perché bisogna ripartire da lì, oltre che dalla buona prestazione. Il tributo del Massimino ad un risultato non da bottino pieno alla prima in casa è la moneta che ripaga lo sforzo fatto dai ragazzi di Lucarelli: il “vogliamo andare via da questa categoria” è la richiesta di chi non abbandonerà mai quegli spalti, pronto a sostenere e, perché no, sorprendersi ancora di fronte ad un nuovo Catania che nasce e a quelli che verranno, senza esaltarsi troppo, né buttarsi subito giù. E’ l’alba di un campionato che riparte dal tramonto di un sabato sera di amore profondo. Un altro, sperando sia quello giusto.