L’urlo del Capitano

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Pubblicato: 17:51 - 11 settembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Tremendamente Capitano. Puntualmente Capitano. Un salto qua, un salto là: “Mi fermo? Ma che mi fermo!”. Sbatte i pugni, il Capitano: saltella, non riesce a contenersi. Il suo è un urlo di gioia: è liberazione pura. E’ la voce che rompe il muro del suono e abbraccia le corde vocali dei diecimila del Massimino: è rinascita, consapevole. “Sono tornato”, ma che tornato? Marco Biagianti non se n’è mai andato.

Tremendamente lui: puntualmente lui. Un calcio doppio, alla sfortuna e ai cattivi pensieri: la rete acciuffa gli incubi, è un acchiappasogni colorato di rossazzurro. Rosso d’amore, ma anche di rabbia: vendetta vera dopo mesi di esilio, forzato. L’azzurro è quello del cielo, sabato sera eccezionalmente blu: è la strada del paradiso, dopo mesi di inferno. In mezzo il purgatorio, che per un fiorentino non può che significare “ritorno a casa”: Marco come Dante, il Massimino come Firenze. E’ la gioia di chi non molla mai. Di chi ama incondizionatamente e visceralmente: corre e saltella, un salto qua, un salto là. Il resto è un abbraccio che trascende le barriere fisiche e metaforiche degli anni: è l’urlo del Capitano, che prende in mano il vessillo e alza la testa. Vibo è lontana, Marco.

Il futuro parla il tuo verbo, quello della speranza: la vittoria contro il Lecce è un messaggio rivolto ai posteri, la cui “ardua sentenza” ti vedrà sempre in campo. E’ la richiesta di un popolo fedele che si alza in piedi ad applaudirti e ti affida la missione del riscatto: guida il Catania, Marco. Prendilo per mano e portalo dove merita: tremendamente, puntualmente, come sai fare tu. Con spirito e sangue: amore infinito verso il rosso e l’azzurro, in sella all’elefante della vittoria, sul dorso della fenice della rinascita. Insieme a Ciccio, Giovanni e tutti gli altri, sempre al tuo fianco, pronti a nuove conquiste e a dire che, in fondo, il Capitano c’è sempre stato.