Pulvirenti: “chiedo scusa. Operazioni finanziarie consentono il rilancio…”

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Pubblicato: 13:33 - 13 settembre, 2017


Stefano Auteri

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Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
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Ecco la prima parte della conferenza stampa di Nino Pulvirenti, intervenuto oggi in conferenza stampa a Torre del Grifo:

“l’ultima conferenza stampa l’ho fatta due anni fa e se qualcuno mi avesse detto che sarei stato qua dopo due anni con accanto Lo Monaco a parlare del Catania, avrei pensato che si trattava di una folle. Ho detto due cose in quella conferenza: vendere il Catania e fare di tutto perchè il club rimanesse in vita. Una si è avverata, l’altra no. Oggi è arrivato il momento di parlare perchè giovedì scorso si è chiuso l’iter emissione di un bond investitori internazionali e quindi è andato a buon fine il piano di ristrutturazione societario. Come Finaria abbiamo ristrutturato il debito con le banche, il concordato WindJet è stato pagato, rimane solo una rata che tocca a me rimane circa un milione da pagare, abbiamo anche sanato il debito fiscale”

“Con Cosentino vedevo la prospettiva per il Catania di potersi legare ad un mondo importante, del fondo Doyan, quello che hanno fatto le squadre spagnole per esempio. Può essere che io mi sia illuso attraverso questo personaggio di poter fare fare un passo che però non era consono al Catania”

“L’errore più grande è quello di aver addossato responsabilità ai tifosi per la pressione esercitata. I ‘treni del gol’? Ho sempre avuto dubbi su come siano andate le cose e l’ho detto anche in sede di interrogatorio, leggendo le carte abbiamo la certezza che si sia trattato di una truffa nei miei confronti. Resta il problema morale visto che sono responsabile. Arbotti viene giudicato dal giudice Artico e lo assolve dall’Art. 2, quello che porta alla retrocessione del Catania. Un giudizio completamente diverso sullo stesso fatto”

“La voglia di rivincita personale c’è sempre. Ho subito cercato di trovare una soluzione, subito dopo i treni del gol, avevo delle risorse all’estero e la prima cosa che ho fatto è stata prendere gran parte dei miei soldi per permettere al Catania di iscriversi. È’ stato per me l’avvio del riscatto, la volontà c’è stata sin dal primo giorno. Il Catania del futuro me lo immagino prima in Serie B e poi in Serie A. In quel momento, solo in parte, potrò dire di essermi riscattato”