Editoriale: “Three is the magic number”, noi ci siamo

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Pubblicato: 18:43 - 17 settembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

No, non siamo pazzi: Harry Potter è passato da Brindisi. Non ha gli occhiali, né la Nimbus 2000: di magico ha il sinistro dal dischetto e il destro a giro dal limite, incantesimi che hanno regalato al Catania la prima vittoria stagionale in trasferta contro la Virtus Francavilla.

Prima, però, un passo indietro, allo scorso maggio. Mentre i rossazzurri aspettavano l’inizio dell’era targata Cristiano Lucarelli, al Franco Fanuzzi di Brindisi andava in scena la finale di Coppa Italia… di Quidditch. No, non siamo alticci, né ironici: lo sport di Harry Potter, proprio quello, con tanto di bolidi, boccino e scope. O meglio, bastoni che simulano scope volanti. E’ successo davvero, e non è un caso che la prima gioia esterna del Catania coincida con i gol dei “maghi rossazzurri”, che sulle spalle portano la dieci e la sette, simboli d’estro e fantasia. Che poi non sia stata una gran partita, per adesso, ad inizio di campionato, poco importa: la vittoria può darti coraggio, quello che ancora ti manca e che ti serve per affrontare un campionato al vertice. Si rischia, è vero: la difesa nel primo tempo ha ringraziato Pisseri, il centrocampo deve ancora trovare gamba e ritmi giusti, ma se riesci a fare del cinismo la tua virtù principale, i tre punti te li porti a casa (quasi) ovunque.

Ci si chiedeva, poi, come si possa tenere fuori, in futuro, questo Andrea Russotto: semplice, non si può. Inutile girarci intorno: entra, due minuti, applica l’incantesimo dello sdoppiamento ed è ovunque, poi prende palla e mira all’angolino. Bacchetta precisa, destro magico e tanti cari saluti: Brindisi si trasforma in Hogwarts e il Catania dà continuità alla gara di sabato contro il Lecce, grazie anche al sigillo chiamato “0-3″ targato Djordjevic.”Three is the Magic number”, è un secondo posto dolce, che sa di aria nuova: senza volare troppo, tenendo la “scopa” bassa. Per restare in tema.