Maks e la prima al Massimino da avversario: Barisic tra presente e futuro

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Pubblicato: 11:59 - 20 settembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Se si parla di sabato sera non si può che pensare a lui: il “dodicesimo perfetto”, quello che, messo in campo, lo scorso anno era chiamato a sbrogliare situazioni complesse. “Sono Maks, risolvo problemi”: a Melfi come a Vibo Valentia, o la “sentenza” nella vittoria esterna a Messina, Barisic nel prossimo turno tornerà al Massimino, questa volta, la prima, da avversario.

Lo farà con la maglia dell’Andria e, salvo sorprese, da titolare ormai inamovibile della squadra di Valeriano Loseto: “Hey, teacher, leave those kids alone!”, i Pink Floyd si riferivano anche a lui. Porte aperte all’estro e alla fantasia e tre gol in cinque partite giocate con la maglia azzurra: all’esordio, in Coppa Italia con il Bisceglie, alla prima in campionato con la Juve Stabia e alla seconda (la terza giornata, per intenderci, visto il rinvio della gara con il Siracusa) contro la Casertana. Chi lo sostituisce più? Che, poi, era proprio questo l’obiettivo del Catania: far crescere il classe 1995 dove può giocare con continuità, senza eccessive pressioni e con “licenza di uccidere”. L’allenatore pugliese lo ha schierato esterno nel 4-3-3, mettendo fine al dualismo “punta-ala” che ha contraddistinto le recenti stagioni di Maks, che intanto fa “spellare” le mani ai suoi nuovi tifosi. Quelli vecchi, invece, sabato sera lo accoglieranno con affetto: è giusto così. A fine stagione si vedrà: Barisic tornerà alla base con un bagaglio d’esperienza maggiore e, chissà, determinante in ottica futura.

Perché mai nessuno, a Catania, ne ha messo in dubbio qualità e doti tecniche: continuerà ancora a segnare? Se lo augurano tutti… ma dalla giornata dopo quella che si disputerà nel weekend, magari. Il presente sorride, il domani chiede garanzie di affidabilità e continuità: a 22 anni si può ancora spaccare il mondo, tornare ad essere l’enfant prodige apprezzato anche a Milano, nella Primavera rossonera di Inzaghi. Ha tutta la voglia di dimostrare il suo valore, e chissà quale brivido scorrerà sulla schiena di Barisic quando entrerà al Massimino, da avversario: sorriderà, poi Maks penserà al campo e ai suoi compagni, con un unico obiettivo, quello dimostrare di essere diventato grande.