Top Player: segnali, traverse, rigori… Il vento sta cambiando

By
Pubblicato: 11:03 - 24 settembre, 2017


Stefano Auteri

Stefano Auteri

RESPONSABILE

Abile penna motivata e passionale, muove i primi passi con siti nazionali votati al Calciomercato. Oggi è responsabile di redazione, editorialista nonchè collaboratore anche con testate nazionali come GQ Italia.
In radio mostra una conduzione elegante e professionale.
Stefano Auteri

Ci sono segnali che a volte vanno presi al volo, interpretati e poi messi nel cassetto con la consapevolezza che forse sì, questo può essere l’anno giusto. Contro la Fidelis Andria il pubblico del Massimino ha assistito ad un dominio territoriale netto da parte del Catania ma, eccezion fatta per la conclusione di Curiale su assist di Russotto, senza troppi pericoli creati dalle parti dell’estremo difensore avversario.

Poi una ripartenza, una palla in rea di rigore di Pisseri, una deviazione e la traversa. Segnali, episodi che fanno capire come forse la dea Eupalla abbia deciso che per troppo tempo la mannaia si è abbattuta sul tifo etneo. Passano pochi minuti e Ripa da attore secondario quale era stato dal suo ingresso in campo, si trasforma in protagonista affossato da una presa di judo più che da un contrasto lecito in area di rigore. Lodi, ancora lui, e terza vittoria consecutiva.

Oggi abbiamo deciso che il top player debba essere il vento, un vento che è cambiato e che forse finalmente gonfia le vele del Catania. Del resto la formazione rossazzurra non ha giocato in maniera perfetta (non era facile contro una squadra chiusa come la Fidelis Andria), ma come è avvenuto anche in quel di Brindisi, è giusto prendere quello che arriva, il massimo, e soprattutto considerare che Pisseri è imbattuto da 270 minuti e che il Catania è nei piani alti della classifica. Importante riflettere anche sugli evidenti margini di miglioramento che può mettere in atto una rosa così ampia e competitiva.

Segnali e speranza dunque, con la consapevolezza che questo gruppo ha una caratteristica importante per questa categoria: la voglia, quella fame che ha portato Lodi e compagni a crederci fino al novantesimo, sospinti anche da un pubblico fantastico.