Non solo cuore: tanto pressing e superiorità in mediana, il Catania è cambiato

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Pubblicato: 18:20 - 1 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Non chiamatelo solo “Catania tutto cuore”: quello c’è, è impossibile nasconderlo. La voglia di arrivare primi su ogni pallone, come quella di far propria la partita, passano però da una precisa idea di fondo: un atteggiamento tattico che, rispetto al passato, ha fatto passi da gigante. E in questo senso sì, possiamo tranquillamente dire che la squadra rossazzurra è cambiata parecchio.

Merito di Cristiano Lucarelli, chiaro, ma anche di uno staff tecnico che collabora alla perfezione per costruire qualcosa di importante: si sa, per realizzare una buona casa non servono solo mattoni e cemento. E poi c’è il campo: ieri, scherzando, lo abbiamo definito un Catania “crossover”, un po’ utilitaria, un po’ fuoristrada, proprio come una vettura che si adatta ad ogni percorso o condizione atmosferica. Ecco, la squadra di Lucarelli che, rispetto al passato, e almeno per queste prime giornate, ha dimostrato di saper sfruttare le possibilità tattiche a propria disposizione, che si parli di gare tra le mura amiche o di quelle in trasferta. Esaminiamo, ad esempio, la partita del Marulla: i tanti cambi e incognite si sono trasformate in opportunità grazie ad un atteggiamento che non si vedeva da tempo e che prende il nome di “pressing costante”. La trasformazione di Ciccio Lodi, non più regista statico, ma giocatore libero di agire sulla verticale centrale, è il segno chiaro di un’idea che tende a creare superiorità a centrocampo, e di conseguenza un equilibrio perfetto tra fase offensiva e difensiva.

Lodi sì, sì, ma anche e soprattutto Biagianti e Caccetta o Mazzarani: il regista campano esce, va a pressare il portatore di palla e i due di turno vanno sul destinatario del passaggio, quasi sempre in anticipo. E’ una macchina perfetta che funziona il più delle volte. Ma non solo: funzionano anche le le “catene” esterne, con Semenzato e Djordjevic ieri, o con Marchese sabato scorso, sempre al posto giusto e mai sbilanciate. Movimento verso l’interno (spesso proprio di Semenzato), sfera alla mezz’ala e via a liberare spazio le corsie: gioco in verticale, ma con razionalità in fase di impostazione. I tre di difesa ringraziano, sono sempre coperti: Lucarelli sorride. E’ un nuovo Catania anche da questo punto di vista, anche se, come ha detto più volte il mister, si può e si deve ancora migliorare.