Il Catania e la pausa: tra riflessione e propositi futuri, sulla scia del presente

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Pubblicato: 19:23 - 6 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Ci voleva? Non ci voleva? Pareri divisi, questo è certo: per un calciofilo la “pausa” è sempre una tragedia. Se poi arriva dopo un periodo positivo e appena sette giornate, questa assume il sapore di un film interrotto sul più bello dalla pubblicità: che fare durante lo spot? Riflettere su quanto visto, no? Perché di distrarsi il Catania, a giudicare dalla fame dei ragazzi di mister Lucarelli, non ne ha proprio voglia.

“La sosta è un bene perché abbiamo speso tante energie in queste ultime gare: tra l’altro, ieri si è infortunato Biagianti”, è stato chiaro l’allenatore rossazzurro al termine della gara vinta contro il Monopoli. Ed è giusto così: la pausa aiuta senz’altro a migliorare la condizione fisica e a smaltire la fatica delle due gare in pochi giorni, ma rischia, a volte, di togliere un po’ di ritmo alla componente psico-fisica di ogni atleta. Questo è il “contro”, se vogliamo, di un periodo da incorniciare e appendere al muro, ma che non è ancora finito: sì, perché eccezion fatta per il weekend (che sarà di riposo), la squadra etnea non si è fermata un attimo e ha continuato il lavoro quotidiano per preparare la trasferta contro il Siracusa. E nel frattempo i social parlano chiaro: gruppo più unito che mai e sfide “all’ultimo muscolo” (inedita quella tra Mazzarani e Bucolo su Instagram), ma con una costante, passare i momenti di relax insieme.

Nel frattempo, senza sbilanciarsi troppo, si può anche guardare al futuro: in questo senso la pausa diventa “di riflessione”, ma positiva. Capire cos’è andato e cosa, invece, può migliorare è la chiave per proseguire sulla scia di quest’avvio di campionato: che è lunghissimo, come sapete. Lo sanno anche i ragazzi di Lucarelli, che non vogliono fermarsi e, anzi, vogliono continuare a stupire e a diventare una certezza. Insomma, questa pausa ci voleva? Non ci voleva? C’è: ma il Catania è pronto a superarla senza problemi.