Analisi Catania – Centrocampo: gol, quantità, qualità e una manovra a tratti lenta

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Pubblicato: 18:40 - 7 ottobre, 2017


Considerato uno dei punti di forza di maggior rilievo nella stagione del Catania, dato riferito ovviamente alle prime sette giornate di campionato, il centrocampo dei rossazzurri sta offrendo, partita dopo partita, prestazioni sempre più convincenti in ogni suo interprete.

Tre uomini in mediana, di cui un perno basso – o regista, se preferite – e due mezzali in grado di recuperare il pallone in fase di interdizione e dotate di discreti tempi di inserimento, con i due esterni di fascia regolarmente presenti sia nel momento in cui c’è bisogno di difendere sia, soprattutto sull’out mancino, quando c’è da spingersi più avanti.

Cristiano Lucarelli ha trovato i suoi “titolarissimi”, per usare un termine di Mazzarriana memoria, riuscendo al contempo nell’arduo compito di far accettare il ruolo di comprimari ai tantissimi elementi della panchina rossazzurra.

L’analisi del rendimento del centrocampo etneo si traduce nei numeri che ne contraddistinguono le prestazioni, sia a livello collettivo che a livello individuale: a cominciare da Francesco Lodi, uno dei volti nuovi di questa stagione ma già padrone assoluto della mediana del Catania. Due gol e due assist fin qui per l’attuale numero 10 rossazzurro, ma ciò che più salta all’occhio è la capacità ben superiore alla media di toccare il pallone di prima e la visione di gioco che sfocia spesso nel lancio per un compagno diretto in porta. Certamente l’età non è più un’affidabile alleata come lo era un tempo, ma la qualità di Lodi è e rimarrà imprescindibile nel centrocampo del Catania. Accanto a lui, nei “cinque” schierati da Lucarelli, due valide mezzali come Biagianti e Caccetta. Il capitano può contare al momento su un gol e un assist all’attivo, nonostante sia chiaro che il punto forte del centrocampista ex Livorno sia la leadership in spogliatoio e, come detto, le ottime doti che lo contraddistinguono in interdizione, come dimostrano i tanti palloni recuperati in campionato. Discorso analogo può essere fatto per l’ex Cosenza, meno presente in zona gol ma ugualmente importante quando c’è da difendersi dalle offensive avversarie.

Buone impressioni, nonostante i pochi minuti a disposizione, anche da parte di Giuseppe Fornito e Rosario Bucolo, sempre a disposizione quando c’è stato bisogno del loro contributo a gara in corso. Discorso più ampio deve essere fatto invece per Andrea Mazzarani; il ventisettenne ex Modena, dopo la scorsa stagione dagli alti e bassi, sembrava quest’anno destinato a lasciare Catania o, comunque, a ricoprire un ruolo da comprimario. Lucarelli sembra invece essere riuscito a ritagliargli uno spazio da mezzala nei tre della mediana, con la speranza di trovare in lui quelle doti da tuttocampista intraviste soprattutto nella gara di Cosenza, chiusa con un gol e ben nove palloni recuperati. Non male per uno che ha sempre giocato più – se non esclusivamente – in fase offensiva.

Ampie garanzie anche per quanto riguarda gli esterni: a cominciare da Giovanni Marchese, sempre più a proprio agio in un ruolo che gli permette di svariare e di potersi esprimere in maniera costante in fase offensiva, come dimostra il bottino di un gol e un assist raccolto fin qui. Bene anche il suo sostituto naturale Djordjevic, anche lui a segno in questo campionato nella trasferta contro la Virtus Francavilla e ben più incisivo rispetto alle passate stagioni, quando ricopriva il ruolo di terzino nella difesa a quattro. Dall’altro lato continuano ad alternarsi Esposito e Semenzato, con quest’ultimo non ancora ai livelli ammirati a Pordenone l’anno scorso.

In definitiva, dunque, il centrocampo etneo può essere considerato il valore aggiunto del Catania in questa stagione, sperando che possa continuare su questi ritmi per tutto il proseguo del campionato