Uno difensore, l’altro attaccante: Bianco contro Lucarelli, sfida da destini opposti

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Pubblicato: 21:09 - 13 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

La loro storia potrebbe far scappare un sorriso: la vita è proprio strana, non c’è dubbio. Uno difensore, l’altro attaccante: ma quello tra Paolo Bianco, allenatore del Siracusa, e Cristiano Lucarelli, tecnico del Catania, non è e non sarà un confronto scontato.

Perché? Ve lo spieghiamo con un dato: domani, al De Simone, si sfideranno il secondo miglior attacco e la miglior difesa del Girone C di Serie C. E’ chiaro, direte voi: da ex difensore, Bianco avrà insegnato ai suoi i segreti giusti per non prendere gol, e d’altra parte Lucarelli, da bomber vero qual era, avrà sfruttato a pieno le potenzialità delle punte! No, non è così: sorpresa! Vi farà sorridere sapere (ma lo saprete già) che la gara di domani sera sarà un confronto tra perfetti “opposti”: il Siracusa, con tredici gol all’attivo, e il Catania, con solo due reti subite. Nella categoria “più pazza d’Italia”, insomma, accade anche questo: che un giocatore che ha condannato le retroguardie avversarie infinite volte si trovi con una linea difensiva “top class”, con tre giganti davanti a Pisseri, pazienza e un 3-5-2 che offre solidità e risultati positivi in serie. E che, di conseguenza, uno che in carriera ha fermato tanti attaccanti, goda di una linea offensiva che riesce, con facilità e un 4-2-3-1 a “trazione anteriore”, a creare occasioni pericolose.

Uno ex “Mazzarriano”, Cristiano, cresciuto tatticamente sotto Walter al Napoli negli ultimi anni della sua avventura da calciatore, l’altro un ex “Giampaoliano”, Paolo, che al Cagliari ha ammirato l’allenatore ex Catania, tornato tra i migliori d’Italia dopo un periodo assai sfortunato. E’ il bello del calcio, dove di storie come queste se ne vedono e sentono parecchie: quelle da “Yin e Yiang”, opposti che, in qualche modo, vedono i propri destini incrociarsi e cucirsi come le maglie di un pallone di cuoio. Arbitro supremo di ogni contesa che parte e finisce, comunque, con una stretta di mano.