“Liotri” e “Red Devils”: muro italiano (ed europeo)

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Pubblicato: 11:56 - 16 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Gli antichi romani la sapevano lunga: basta fare un giro nella città eterna per rendersi conto di quanto avanti fossero per tecniche di architettura e progettazione. Tant’è che le mura che delimitavano il “limes” (il confine) sono ancora ben visibili in svariate parti del centro. Solide, durature e imperforabili: come la difesa del Catania, d’altro canto, che con la gara di Siracusa ha staccato tutte le “colleghe” non solo di categoria, ma d’Italia e d’Europa.

I dati li sconoscete già: due reti subite in sette match, nello specifico all’esordio con il Racing Fondi e alla seconda con la Casertana. Da allora la porta di Pisseri è stata violata solo dalla bandierina del guardalinee per il consueto controllo prima di ogni frazione di gioco: e tra Serie A, B e C nessuno ha i numeri del Catania. Merito del portiere rossazzurro, senz’altro, vedi le partite contro Lecce o Cosenza, ma se davanti ai pali costruisci un muro con mattoni e tre guardiani impossibili da superare c’è poco da fare. Ma qui dobbiamo aprire una breve parentesi: valori numerici a parte, l’atteggiamento della squadra di Cristiano Lucarelli non è di stampo difensivista. E’ questa la sostanziale differenza tra questa stagione e la scorsa, dove i ragazzi di Pino Rigoli avevano sì una delle difese migliori d’Europa, ma non riuscivano a far gioco avanti e ad avere la cattiveria e gli attributi necessari per risolvere le partite. Anche quella era un signor reparto, ma qui c’è di più: c’è un muoversi all’unisono, un sentirsi parte di un ideale da proteggere con i denti. Questo riesce a spiegare le prestazioni di questo avvio di campionato?

In parte: perché poi c’è un sistema di gioco, il 3-5-2, che costringe puntualmente gli avversari ai cross dalla trequarti, facile preda di Bogdan, Tedeschi e Aya. Ah, sì, i tre “guardiani”: di pietra, come i giganti fuori dai mausolei egizi, volti ad intimidire gli spiriti negativi, messi lì a protezione delle anime. Rossazzurre, questa volta, ma c’è di più: in Europa solo il Manchester United di José Mourinho, nei maggiori campionati, ha fatto quanto gli etnei. I “Liotri” insieme ai “Red Devils”: motivo d’orgoglio, ma anche spinta rivolta al futuro, verso nuovi traguardi da raggiungere.