Questo Catania può solo crescere?

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Pubblicato: 14:05 - 18 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Più che una domanda è un’analisi: questo Catania può solo crescere? Perché se fai la rivoluzione, cambi più della metà dei giocatori in organico e sei secondo in classifica, con una gara in meno e con una striscia di sei vittorie consecutive su otto match, non hai fatto un gran lavoro, ma di più.

Ma questa squadra è già prossima alla forma perfetta? O, piuttosto, c’è ancora tanto da scoprire? E’ un cantiere, su questo non ci sono dubbi: le quattro vittorie di misura, con tanta sofferenza, lo confermano. Ma se soffrire non vuol dire subire e, anzi, equivale a “forza, grinta e cinismo”, per quanto brutto possa essere, va bene così. E’ un male che sia un cantiere alla nona giornata? Qui viene il bello: nonostante le impalcature, alcune travi di legno esposte al sole e la facciata da verniciare, questa “casa” è già bella com’è. Senz’altro funzionale: ci si può abitare comodamente, l’impianto elettrico è già stato ultimato, i servizi primari non mancano. All’interno ha tutti i comfort necessari per la vita quotidiana: e per una volta, anche se l’erba del vicino può sembrare più verde, poco importa. Il giardino del Catania, continuando così, fiorirà senza alcun problema: prendiamo, ad esempio, il Lecce. Per i salentini non è “l’anno zero” come lo è per i rossazzurri: il loro è un progetto portato avanti già da più stagioni, perfezionato con l’inserimento di alcuni elementi, Di Piazza in primis, nell’ultimo mercato. Eppure sono lì, ad un punto soltanto dalla banda di Lucarelli, con una gara in più.

Allora a chi importa essere “belli e impossibili” se non si riesce ad essere efficaci? A nessuno: quindi questo Catania va bene così, per adesso. Può solo migliorare: deve farlo, o almeno provarci, perché accontentarsi non fa parte del dizionario dei vincenti. Lucarelli e i suoi ragazzi lo sono: mancano i gol delle punte e un po’ di ritmo a centrocampo, è vero, ma sono tutti aspetti, questi, che di settimana in settimana verranno affinati. Senza fretta.