Leonardi (Pres. Sicula Leonzio) a Catanista: “Catania, che vinca il migliore. Sul rigore…”

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Pubblicato: 19:21 - 19 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Intervenuto ai microfoni di Catanista, il presidente della Sicula Leonzio, Giuseppe Leonardi, ha parlato della sfida di sabato sera contro il Catania, e non solo:

SUL RIGORE A DUE – “Premetto che i miei giocatori hanno forse sottovalutato il momento e la situazione, perché il rigore si poteva battere di prima, invece hanno commesso questa ingenuità. Nasce anche da un atteggiamento negativo perché il calcio ha regole semplice e basilari: se fai gol hai i tre punti in tasca. Avevamo la partita in pugno, sarebbero stati tre punti importanti in un periodo in cui non ci gira bene: dovevano trasformarlo diversamente, fermo restando che se l’avessero trasformato staremmo parlando di un gesto sproporzionato per questa categoria. Poi l’arbitro ha preso questa decisione: abbiamo dei fotogrammi, il rigore era da ribattere. La Leonzio è stata danneggiata perché l’arbitro è stato influenzato nettamente dai giocatori della Juve Stabia, invece nel calcio dovrebbe esserci un metro unico. Vogliamo tutelare i nostri diritti. Mi dispiace, non doveva capitare a noi: pazienza, andiamo avanti. Nel calcio esiste la pressione che influenza gli arbitri, ma secondo me anche il direttore di gara di Siracusa-Catania in occasione del rigore di Lodi è stato condizionato dall’episodio del Massimino.”

INIZIO DI STAGIONE – “L’inizio di stagione? Abbiamo due partite in meno, sulla carta possiamo fare altri sei punti: abbiamo avuto un inizio un po’ così, forse abbiamo perso un po’ la bussola con il Monopoli e con l’infortunio di Andrea D’Amico, anche se con il Lecce meritavamo almeno il pareggio, con la Virtus Francavilla la voglia di vincere ci ha fatto perdere la gara. Mi auguro che il campionato ci ricompenserà, ma la Serie C è un campionato un po’ particolare.”

IL SALTO DI CATEGORIA – “Il salto di categoria? Siamo abituati ai cambiamenti drastici, ogni anno centriamo il salto di categoria: la differenza in Serie C si sente, ma abbiamo la volontà di programmare con oculatezza. Paghiamo lo scotto di avere una squadra molto giovane, perché abbiamo sempre avuto di creare una squadra giovane con pochi giocatori tra virgolette vecchi. Il nostro è un progetto a lungo termine con dei ragazzi che si sono persi strada facendo, ma il campionato è ancora lungo e con il tempo darà la giusta esperienza a tutti.”

SUL CATANIA – “La gara con il Catania? Abbiamo affrontato anche il Monopoli, abbiamo perso, ma solo per errori individuali. La partita doveva finire con un altro risultato. Vuoi o non vuoi cerchiamo sempre di imporre gioco, senza fare mai barricate, stiamo pagando anche questo. E’ una trasferta insidiosa, anche se siamo vicini, non è facile affrontare il Catania, sabato ci sarà una bolgia, Da catanese è bello entrare al Massimino dalla porta principale: l’ho già fatto in Coppa Italia. Che vinca il migliore.”