La difesa perde le sue certezze: solo episodi negativi?

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Pubblicato: 16:51 - 30 ottobre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Cos’è successo ai “guardiani di pietra”, i colossi posizionati a difesa della porta di Pisseri? Dal record con il Manchester United ai numeri del presente sembrano essere passati mesi: e invece in mezzo ci sono solo due settimane, due partite. Troppo per una retroguardia, quella del Catania, che contro Sicula Leonzio e Reggina ha perso le sue certezze.

Dunque viene da chiedersi: sono solo episodi negativi quelli accaduti al Massimino e al Granillo? O, piuttosto, la dea bendata ha semplicemente smesso di fare il suo corso? Perché riguardando attentamente le immagini delle gare contro Andria, Cosenza e Monopoli l’ipotesi di un momento superficialmente sfortunato perde valenza: in tutti i match appena citati, infatti, il trio composto da Bogdan, Tedeschi e Aya ha sì difeso in maniera eccellente il proprio portiere, ma ha anche rischiato di subire gol più e più volte, grazie a Pisseri, certo, ma anche a traverse e gravi errori degli attaccanti avversari. Attenzione a far confusione, però: qui non si soffre di memoria corta. Nessuno dimentica quanto fatto nel filotto delle sei vittorie consecutive: le prestazioni erano e rimangono di alto livello, per intenderci. Ciò che colpisce è un dato, oltre che un’immagine chiave: due gol subiti in otto partite. Quattro nelle ultime due. I numeri parlano da soli: vanno al di là dello score di occasioni capitate alle squadre affrontate. Anzi: essere trafitti ogniqualvolta l’avversario si faccia avanti potrebbe essere un aspetto grave.

Veniamo, quindi, all’immagine chiave: l’esperienza che viene meno al momento del gol del vantaggio di Bianchimano. Aya non ha bisogno di presentazioni: è stato il miglior centrale della scorsa edizione del campionato, sarebbe inutile aggiungere altro. Ma uno con la sua furbizia dovrebbe sapere che Bianchimano non può calciare al volo con il mancino, roba da altri palcoscenici e categorie: sa che deve per forza rientrare sul destro, e che di conseguenza farà una finta. Eppure si fa saltare: e il Catania subisce. L’esperienza che viene meno. Ma niente paura, sono tutti aspetti che servono per il futuro: anche perché i “giganti” lì dietro hanno già dimostrato di che pasta sono fatti e vogliono continuare a farlo.