EDITORIALE: CATANIA GIVE ME FIVE.

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Pubblicato: 18:08 - 7 novembre, 2017


Attilio Scuderi

Attilio Scuderi

DIRETTORE

Giornalista catanese, direttore della redazione, esperto di tecnica e tattica.
Numerose le esperienze nazionali con Skysport24, Sportitalia e Radio Kiss Kiss.
Le esclusive di Calciomercato sono il suo valore aggiunto. Oggi volto della nota trasmissione sportiva regionale Salastampa su "Antenna Sicilia". Punto d riferimento del panorama rossazzurro grazie ad una conduzione schietta, diretta e concreta.
Attilio Scuderi

Tremendamente letale e vincente. Fattore di mentalità, fattore Catania, fattore Lucarelli. Partiamo da un concetto: questa squadra darà spettacolo, perché ha caratteristiche per stupire ed ha una guida, il buon Cristiano, che vuole qualcosa di diverso, una mentalità concreta e solida fatta di personalità, cattiveria e vittoria.

A Pagani succede tutto questo, succede tutto in positivo anche davanti agli errori sotto porta, anche dinanzi ad un cinismo non trovato nel primo tempo come a Reggio, ma stavolta tambureggiante e di crescita assoluta nella ripresa votata alla maturità e al non commettere gli stessi errori due volte in maniera diabolica.

Devastante l’impatto e lo tzunami Catania nella ripresa, bellissimi i gol per costruzione e pensiero d’azione di Di Grazia, Ripa e Lodi. Tutto troppo bello con una Paganese disincantata che non ha mai fatto barricate e questo, per le caratteristiche di giocatori come Russotto, Lodi, Di Grazia e poi Mazzarani e Marchese, significa consegnare terreno fertile agli affamati giocatori di Lucarelli. A proposito del buon Cristiano: lui nell’ultima conferenza stampa si è definito in maniera molto umile un morto annunciato, riferito alla permanenza di un allenatore su quella che è quasi sempre nel calcio una panchina ingrata. Però caro Lucarelli se questa è la partenza, se questo è il Catania mi sa che il termine Highlander potrebbe diventare il più appropriato, sempre che dinanzi al successo le sirene di fuori non siano ammaliatrici nonostante la splendida etna.

Dal punto di vista tattico un altro dato: i moduli sicuramente non portano gol, sicuramente l’atteggiamento comanda, ma da quando il Catania ha messo in campo il 4-3-3 i gol sono tanti ben 7, perché le due reti finali di Aya e Lodi su rigore sono arrivati col 3-5-2. Dati che parlano anche di gol presi forse troppi ben sette in quattro partite, ma specchio forse di una squadra che per attaccare cosi e con tanti uomini nella metà campo avversaria inevitabilmente tende a scoprirsi maggiormente. Il gol di Ripa un’altra ciliegina della torta guarnita, nella speranza che sia solo il primo squillo, potente, che dia la sveglia al bomber campano. Segnali cercati e non casuali, segnali di forza e spessore.

La quarta vittoria in trasferta però fa bene, molto bene, consegna ulteriore consapevolezza di un gruppo che non vuole mai accontentarsi che tenta sempre la vittoria e il dato di un solo pareggio su dodici gare giocate parla chiaro. Chi non risica non rosica, e la cinquina servita oggi può sicuramente mettere pressione al banco chiamato Lecce. In fondo la tombola viene gustata meglio a Natale e proprio sotto le feste ci sarà il banchetto più succulento, quello del via del mare, ma per tutto questo c’è ancora tempo. Intanto bisogna continuare nell’acquisizione dell’autostima, della consapevolezza di diventare sempre di più squadra, il resto si vedrà , ma il divertimento è assicurato.