Marchese: “Impariamo dalle scorse gare. Io? Sono giovanissimo”

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Pubblicato: 15:36 - 9 novembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Intervenuto in conferenza stampa prima dell’allenamento a porte aperte a Torre del Grifo, Giovanni Marchese ha parlato del momento del Catania e del prossimo avversario, il Catanzaro. E non solo.

MOMENTO CATANIA – “Sicuramente sono entrato con la voglia di incidere e lasciare un segno positivo sulla partita, tutto questo anche grazie alla squadra che stava iniziando a pressare e a mettere gli avversari in un angolino. Tutto questo ha fatto sì che io potessi incidere: sono felicissimo quando si vince, quando faccio fare gol è come se a farlo sono io. In squadra abbiamo tante caratteristiche lì davanti, sia Russotto che Di Grazia riescono a saltare l’uomo, pressando poi recuperiamo anche metri, quindi giochiamo più avanti. Il cambio di modulo? Dobbiamo cercare di adattarci in tutti i moduli che il mister propone, è vero che abbiamo subito tanti gol con il 4-3-3, ma è vero che con il 3-5-2 ne abbiamo sbagliati tanti. Ciò che conta non sono i numeri, quelli sono casualità, ciò che conta è la voglia che ci metti scendendo in campo. Quanto incidono i giocatori d’esperienza? Quando ero giovane guardavo i più grandi cercando di imparare qualcosa, quelli più grandi sono l’esempio e in una squadra ci vogliono sempre.”

MOTIVAZIONI – “Cosa mi spinge? Le motivazioni sono tantissime, una su tutte quella di riuscire a portare il Catania dove merita, perché quando giochiamo lo facciamo con una città intera alle spalle. Speriamo partita dopo partita di farcela, ancora il cammino è lungo, bisogna pensare sabato dopo sabato con la consapevolezza di dover dare sempre il massimo. Sono ancora giovanissimo. Peso? Nessun peso: quando giochi nella piazza che ami non c’è mai peso, c’è sempre felicità di ciò che puoi dare ai tuoi tifosi.”

INSIDIE – “Il campionato è composto da tante partite, non sempre si può giocare bene: togliendo Reggio, l’unica gara in cui non abbiamo giocato bene è stata con la Sicula Leonzio, può capitare, ma noi dobbiamo cercare di eliminare e correggere gli errori per stare più in alto possibile fino alla fine. Euforia? I campionati si vincono con le piccole, perché di squadre forti magari ce ne sono due o tre: la cosa più importante è non perdere punti con le cosiddette piccole. Dobbiamo fare tesoro di quanto successo nelle scorse partite, perché non possiamo permetterci di perdere punti con squadre meno forti di noi.”

SUL CATANZARO – “Catanzaro? Iniziamo a prepararla da oggi: dobbiamo essere più forti di tutti, pioggia, squadra, campo, rugby, dobbiamo essere più forti di tutti. Se vogliamo arrivare in alto dobbiamo dimostrare che il Catania sa giocare da Catania sempre. Djordjevic? Non c’è concorrenza: ci impegniamo e il mister sceglie chi gioca. Il mio ruolo? Si passa dal 4-3-3 al 3-5-2, da esterno magari gioco più avanti, ma sempre cerco di alzarmi un po’ di più per essere pericoloso, quindi non mi cambia nulla.”