Il sabato di Ripa

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Pubblicato: 16:24 - 15 novembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Non riscatto personale, ma conferma: Francesco a Castellammare di Stabia ha lasciato un bel ricordo, d’altronde. E’ un numero piacevole, quello che compone sulle dita della mano che telefona al suo passato, come nell’esultanza dopo la prima rete (in campionato), in rossazzurro a Pagani: “Ciao, Ciccio, è passato qualche mese, adesso vesti la maglia del Catania, ci vediamo sabato?”.

Lo chiede a se stesso, perché sarà anche e soprattutto la giornata del ritorno di Francesco Ripa al Romeo Menti, e non solo quella della gara tra la squadra di mister Cristiano Lucarelli e la Juve Stabia. sarà anche e soprattutto la giornata del ritorno di Francesco Ripa al Romeo Menti, e non solo quella della gara tra la squadra di mister Cristiano Lucarelli e la Juve Stabia. Un po’ “sabato del villaggio”, un po’ “Febbre del sabato…pomeriggio”, se volete: per ballare e far ballare i giocatori avversari, si spera, come hanno fatto i difensori del Catanzaro negli ultimi minuti dell’ultimo match del Massimino, mandati a bere qualcosa al bar grazie alla finta dell’attaccante rossazzurro. Ecco: “Garzoncello scherzoso, cotesta età fiorita, è come un giorno d’allegrezza pieno”, da John Travolta a Leopardi, perché quella giocata è e rimane poesia, un verso interrotto solo dal montante della porta protetta da Nordi. “E’ sempre stato tranquillo, ha sempre avuto la stima di tutti”, ha spiegato alla nostra redazione il suo agente, Maurizio De Rosa: ma forse anche per questo motivo Ripa vuole prendere ancora il cellulare e telefonare a se stesso.

Vuole scrutare l’orizzonte avanti a se riscoprendosi, voltandosi indietro, ripensando ai quasi trenta gol complessivi (ventisette, per l’esattezza) messi a segno con la maglia delle Vespe. E guardare poi a quelli che ancora vuole regalare al Catania. Sarà il suo giorno, sposando, magari, forse la più coerente delle regole non scritte del calcio: il classico “gol dell’ex”. Ma senza pressione: la sa gestire bene, lo ha dimostrato, così come ha fatto intendere sul campo che la sua condizione fisica stia migliorando. Il telefono squilla, è una chiamata dal futuro, sarà il sabato di Ripa.