Editoriale: Un sasso difficile da digerire

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Pubblicato: 23:07 - 10 dicembre, 2017


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Fa freddo al Massimino. Dentro e fuori dal campo: in maglia rossazzurra o giubbotto e sciarpa, rigorosamente con l’elefante stampato, simbolo di lotte e partite epiche. Non sarà stata una di queste, quella tra Catania e Matera, ma non è tutto da buttare.

Della serie, “sembrava amore, invece era un calesse”, sembrava un cioccolatino, visto il pareggio del Lecce, e invece era solo un sasso amaro, difficile da digerire, impacchettato dalla nemesi di sempre, almeno metaforicamente: un allenatore come Gaetano Auteri che, volente o nolente, anche se in parte, si è preso la sua rivincita con dieci mesi di ritardo. Ma questo Catania non è forse superiore al Matera? Sì, e se vogliamo a tratti ha anche giocato meglio, ma il Matera ci ha creduto di più: da squadra corsara? No, ha giocato e impensierito i rossazzurri dal primo all’ultimo minuto. E allora? Succede che, prima di tutto, pareggiare è meglio che perdere: il campionato è ancora molto lungo, e un pari contro una buona formazione non è certo una tragedia.

Però…però: con un po’ più di attenzione questa partita si può portare a casa. E, aggiungiamo, “che peccato”: perché la voglia non è mancata, guai a chi lo mette in dubbio, ma se “la calma è la virtù dei forti” ci sarà un motivo. Poi c’è la sfortuna: Russotto che si ferma e viene costretto al cambio, ad esempio, o Lodi che nel recupero esce in barella. Elementi che in una gara pesano psicologicamente, così come qualche decisione non proprio favorevole. Ma con l’attenzione giusta si può evitare anche un gol come quello di Sartore, per intenderci. Insomma, è stata la classica gara rognosa che se finisce in pareggio forse non è poi così male. Resta il rimpianto, quello certo, di qualcosa che sembrava un cioccolatino pronto da gustare, e invece è stato un sasso di Matera, difficile da digerire.