Mixed-zone | Marchese: “Non saranno feste per noi. L’arbitro sembrava Collina”

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Pubblicato: 17:13 - 30 dicembre, 2017


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

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Al termine di Catania-Casertana, Giovanni Marchese, difensore rossazzurro, ha analizzato così la gara del Massimino:

“Siamo partiti malissimo con un approccio un po’ molle, forse carichi di aspettative perché potevamo raggiungere il Lecce. Cose che succedono, ma non devono succedere ad una squadra che vuole vincere il campionato: poi l’abbiamo rimessa in piedi con il gran gol di Fornito, ma si doveva fare di più. Certo, se poi ogni volta che usciva la palla si stava cinque minuti per battere e l’arbitro si faceva una chiacchierata… Se è un caso che non riusciamo a raggiungere il Lecce? E’ un caso se succede una sola volta. Speriamo non capiti più, perché sarebbe ora di raggiungerlo e sorpassarlo. Il secondo gol? Pensavo fosse fuorigioco, poi ho sentito dire “lascia, lascia” e l’ho lasciata. Poi non si poteva parlare con arbitro e guardalinee, anche il fallo su Manneh sembrava rigore, ma oggi sembrava di avere a che fare con Collina. Cinque sconfitte sono troppe? E’ la seconda che perdiamo in casa e di solito il Catania in casa faceva fatica a perdere, ma questo è il campionato. Abbiamo perso tanto rispetto alle altre squadre, però, bisogna vedere alla lunga. E’ stato un anno positivo, speriamo nel 2018 per la vittoria del campionato. I tifosi? Il pubblico ha ragione, vuole ricevere di più. Anche noi vorremmo vincere sempre, chiediamo scusa a loro e noi stessi. Queste non saranno feste per noi.”