Editoriale: Gioco, partita e incontro

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Pubblicato: 18:07 - 25 marzo, 2018


Antonio Torrisi

EDITORE

Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.
Dal 2014 inizia a collaborare con diverse redazioni sportivo e non, quali SpazioJuve, Sudpress e Siciliajournal, nutrendo una grande passione anche per la politica e per i suoi relativi meccanismi. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.

Da un 5-0 ad un 6-0: in mezzo quattro gare verità. E’ la metamorfosi della “creatura” di Cristiano Lucarelli. Contro tutti, nella tempesta: di emozioni, sorrisi, di gol e occasioni. Pioggia e fango di un Massimino tornato “teatro dei sogni”, terreno di gladiatori e pirati che non hanno paura di sporcarsi il volto.

E’ un po’ come nel tennis, d’altronde: il Lecce con il braccio del tennista, il Catania con le “palle” break. Gioco, partita e incontro: è un 6-0 dolcissimo contro una Paganese mangiata e “spolpata” fino all’osso. Carne morbida per cannibali: la banda di Lucarelli, pronta “all’ultima curva”. Sei: che al contrario fa nove, come le vite dei gatti. Sei: verbo essere coniugato alla seconda persona, come la confidenza con il pallone “ritrovata” in grande stile da Lodi, che si prende centrocampo e applausi. Sei: reti stagionali tra campionato e coppa di Andrea Mazzarani, che fa diventare champagne l’acqua del Massimino, festeggiando la prima gioia davanti ai tifosi rossazzurri. Sei: le sconfitte in questo lungo cammino, miraggio di un saluto al primo posto culminato con la “manita” di Monopoli. Set point, benzina per il motore dei sogni: geometrie perfette del numero dieci, il graffio del capitano, Spider-Mazza, doppietta di Barisic, sigillo di Curiale e colpo di testa di Bogdan. Il calcio sa essere un film meraviglioso.

Chi lo avrebbe mai detto, appena tre giorni fa? Chi avrebbe anche osato proferire la parola rimonta? Catania, “sei”: e devi continuare ad essere questo. Banda di pirati cannibali senza mare né terra, alla ricerca della prossima preda, con il sangue agli occhi. Con lo specchio a portata di mano: per vedere chi “sei”, chi “sei stato” e chi “vuoi essere”, senza perderti mai, contro tutti sì, ma soprattutto contro te stesso, unico e vero arbitro del tuo destino. Sei nella prima di sei finali: “Preferisco avere fortuna che talento”, recita l’incipit del film “Match point”. Quello del Lecce, o del Catania, o del Trapani, può attendere.